La censura – Cultura e Religione

censura_01

di Alberto Alpozzi Fotografo a Torino – Studio Fotografico a Torino

In questi giorni si è discusso sulla “censura” applicata nel mondo islamico su di una fotografia pubblicitaria con l’aggiunta di maniche posticce per coprirne le ascelle. Perchè è avvenuto? E’ corretto aver censurato un’immagine di questo tipo?

Ai nostri occhi occidentali, può apparire come un eccesso per di più superfluo dal momento che non si tratta né di una foto di nudo né tanto meno volgare. Ma ci siamo domandati come il nostro modo di vestire e quindi il livello di pudicità nel coprire per esempio i seni femminili e più nel dettaglio i capezzoli possa apparire agli occhi delle donne della Nuova Guinea o in alcune zone dell’Africa?

tribùIn molte civiltà africane e dell’America Latina, ancora oggi, è cosa normalissima che le donne abbiano il seno totalmente scoperto; stessa cosa dicasi per gli uomini, che spesso come unico indumento hanno un laccio utilizzato come cintola lasciando totalmente scoperte le parti intime. Quindi se da un lato la nostra cultura ha parzialmente accettato il nudo femminile, quindi seni scoperti, non ha ancora accettato il nudo maschile, cosa del tutto normale in altre culture.

DitaVonTeeseConsideriamo inoltre che nella nostra cultura il seno femminile è oggetto sessuale con forti capacità seduttive (e quindi da nascondere), basti pensare agli spettacoli di burlesque per capirne l’importanza sessuale e il grado di pudicità: è uno spogliarello soft ma il capezzolo resta sempre coperto, denotando quindi il carattere e il grado di “censura” e “interesse” che la nostra cultura gli rivolge come feticcio erotico.

In ogni caso, nella pubblicità e nel cinema, il nudo integrale o comunque un nudo frontale di una donna non è molti BlowUpanni che è entrato nella quotidianità. Per vedere il primo nudo frontale dobbiamo tornare indietro di quasi 50 anni, nel 1966, al cinema con il film Blow-Up di Michelangelo Antonioni (vedi qui tutti i film che raccontano il mondo della fotografia e la figura dei fotografi), che gli creò all’epoca non pochi problemi non solo per la censura ma anche in termini legali, che mostrò Jane Birkin nuda.

Quindi il grado di “censura” sul corpo non varia solo da luogo a luogo ma anche nel tempo con stretti legami con la religione.

Basti pensare al Giudizio Universale di Michelangelo che venne censurato, per volere braghettonipapale, ad opera di Daniele da Volterra, detto il Braghettone, proprio perchè applicò sulle nudità dei soggetti indumenti e drappi per coprire quelle parti considerate indecenti o sconvenieti. Cosa forse ridicola ai nostri occhi oggi, senza pensare allo scempio compiuto, a colpi di scalpello sull’opera di Michelangelo.

Nella cultura islamica, ancora oggi, le donne si devono mostrare in pubblico con tutto il corpo coperto e in taluni casi anche il viso. Dunque non risulta difficile comprendere come un’immagine pubblicitaria con le ascelle scoperte (tra l’altro oggetto sessuale in India) venga censurata; è come se noi pretendessimo di pubblicare un cartellone pubblicitario con una vagina in bella vista sulle nostre strade.

Nel ‘600 per esempio in Europa gli abiti femminili avevano abbondanti scollature sul seno al limite del capezzolo senza suscitare sbigottimento o interesse da parte di un uomo ma di contro le caviglie erano sempre coperte e nascoste, vero feticcio dell’epoca.

In oriente invece, pensiamo agli abiti delle geishe, l’oggetto sessuale era il collo, infatti gli abiti coprivano per intero il corpo femminile lasciando scopertageisha solo una parte del collo, all’altezza delle spalle, che veniva decorato con fondotinta bianco. Possiamo citare anche un’interessante pezzo de l’Avvocato del Diavolo con Al Pacino il quale afferma “Le spalle di una donna sono gli avamposti della sua mistica e il suo collo, se è viva, ha tutto il mistero del confine, di una terra di nessuno nel conflitto fra la mente e il corpo” (vedi il video)

spiaggia_1900Procedendo negli anni, se guardiamo alcune foto d’epoca d’inizio secolo, potremmo sorridere nel vedere i nostri bis-nonni al mare: indossavano abiti lunghi, sia gli uomini sia le donne, che ben poche parti del corpo lasciavano scoperte.

Per vedere nella moda, e per strada, le primi minigonne, che lasciano invece abbondantemente scoperte non solo le caviglie ma anche le cosce, si devono aspettare gli anni 60 grazie a Mary Quant, indumento ormai più che normale e accettato oggi.

Quindi il nudo, parziale o integrale, è accettato a seconda delle epoca e dei luoghi con stretto legame alla connotazione erotica che gli si attribuisce e comunque sempre con delle limitazioni sia nella carta stampata sia nel web: il divieto per i minori di 18 anni.

Per esempio riviste come Play Boy per non parlare di riviste come Hustler che agli inizi, nel 1974, creò non pochi problemi al suo fondatore, Larry Flint, per la pubblicazione sulla carta di stampata delle così dette “pink-shot” cioè foto esplicite e frontali di vagine.

Oggi comunque nella nostra società, autodefinita civile, il nudo nell’arte (scultura, fotografia, dipinti) è comunemente accettato con la definizione di “nudo artistico” mentre però, e questo lascia perplessi, non è accettato mostrarsi nudi in pubblico, senza incorrere in sanzioni prescritte della legge (il nudismo, o meglio il naturismo, è accettato e praticato in luoghi deputati).

Altra piccola parentesi la si potrebbe aprire sul nudo dei bambini, tema molto delicato oggi a causa della pedopornografia: oggi mostrare una foto di un stratz_krper_des_kindesminore nudo è un reato, anche se fino a pochi anni fa era una cosa normalissima e i bambini venivano quasi considerati asessuati. Una foto per esempio come quella di Carl H. Stratz (1858-1924) dal titolo “15 year old girl from Vienna” raffigurante un’adolescente nuda oggi sarebbe perseguibile a norma di legge in tutti i paesi occidentali.

L’arte pare dunque essere oggi una sorta di paravento per ipocrisie e preconcetti di una società che non sa affrontare i propri limiti e si scaglia contro chi applica, a casa propria, i propri usi e costumi (simili ai nostri solo in periodi storici differenti).


Hate-story_Vikram BhattAGGIORNAMENTO 18 APRILE 2012

New Delhi, Times of India: Censurata locandina thriller erotico di Bollywood

L’Alta Corte di Calcutta ha disposto la censura sulla locandina del thriller erotico “Hate Story” di Vikram Bhatt prodotta da Vivek Agnihotri già definito il Basic Instinct di Bollywood coprendo con della vernice blu la schiena nuda dell’attrice. Nel film molte scene esplicite (censurate per più del 50%) interpretate dall’attrice debuttante bengalese Paoli Dam nei panni di una donna che usa la propria sessualita’, come Sharone Stone nella pellicola Hollywoodiana, come arma di vendetta.

Vedi qui il trailer non censurato di Hate Story

One Response to “La censura – Cultura e Religione”

  1. Millarca Erika scrive:

    Desidero ringraziare Alberto per questa interessantissima riflessione sul rapporto tra corpo e rappresentazione del nudo nelle diverse societa’ ed epoche.Desidero aggiungereuna personale riflessione: amo il nudo e non sono per la censura pero’ mi succede sempre piu’ spesso di avere una fastidiosa sensazione guardando foto o pubblicita’ o film.Mi sembra davvero stravolto, nella nostra societa’, il rapporto che soprattutto le donne hanno con il seno, soprattutto dopo l’avvento moda delle mastoplastiche additive.Il seno e’ un ornamento, un attributo di potere, un mezzo da poter stravolgere per rendere appetibile e sembra che una delle sue funzioni primarie,l’allattamento, sia scomparsa.Insomma ho la sensazione che ci siamo scordati che serve anche a quello.Ho notato inoltre che un nudo in una pubblicita’ non genera imbarazzo ma una donna che allatta in pubblico, anche se in modo discreto, scateni disgusto quasi fosse un’oscenita’.Sarebbe interessante capire quanto questo cambio di vedute abbia ripercussioni sull’inconscio delle persone e di noi donne.

comments-bottom

Featured Photos

thumbnail
Bala Boluk, Afghanis... Posted by author icon admin dic 16th, 2012 | no responses
thumbnail
KFOR – Ricogni... Posted by author icon admin set 25th, 2012 | 3 responses
thumbnail
KFOR – I Lagun... Posted by author icon admin set 18th, 2012 | 3 responses

Random Photos

thumbnail
Patrulla Aguila... Posted by author icon admin set 16th, 2010 | no responses
thumbnail
Precetto Pasquale pe... Posted by author icon admin mar 25th, 2010 | no responses
thumbnail
BOOK FOTOGRAFICO + C... Posted by author icon admin set 10th, 2010 | no responses

Top Rated

thumbnail
Reportage – In... Posted by author icon admin
1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (2 votes, average: 5,00 out of 5)
Loading ... Loading ...
thumbnail
Backstage Documentar... Posted by author icon admin
1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (1 votes, average: 5,00 out of 5)
Loading ... Loading ...
thumbnail
Models Martina... Posted by author icon admin
1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (1 votes, average: 5,00 out of 5)
Loading ... Loading ...