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Mostra Robert Capa a Torino

Robert Capa in mostra a Palazzo Reale di Torino

dal 15 marzo al 14 luglio 2013 il “miglior fotoreporter di guerra” celebrato in una retrospettiva

di Alberto Alpozzi Fotoreporter – Fotografo Torino

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SPAIN, 1936 - Spanish Civil War. Robert Capa © International Center of Photography

MOSTRE FOTOGRAFICHE A TORINO – In occasione del centenario della nascita di Robert Capa il Comune di Torino dedica una grande mostra al Fotografo di Guerra per eccellenza. Documentò cinque guerre nel corso del secolo passato morendo infine in Indocina, nel 1954, saltando su una mina antiuomo a soli 40 anni. Iniziò la sua carriera come fotoreporter durante la guerra civile spagnola (1936-39), proseguì documentando la resistenza cinese di fronte all’invasione del Giappone (1938), la Seconda Guerra Mondiale (1941-45) – le foto più celebri furono quelle dello sbarco in Normandia –, il primo conflitto Arabo-Israeliano (1948) ed infiene quello francese in Indocina (1954) dove appunto perse la vita. Una retrospettiva con 97 fotografie in bianco e nero, suddivise in undici sezioni: Leon Trotsky (1932), France (1936-1939), Spain (1936-1939), China (1938), Britain & Italy (1941-1944), France (1944), Germany (1945), Eastern Europe (1947-1949), Israel (1948-1950), Indochina (1954), Friends; tutte immagini che furono pubblicate su ‘Life’ e Picture Post’ che già nel 1938 lo defini “Il miglior fotoreporter di guerra del mondo”.

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FRANCE, 1944. Normandy Invasion. Robert Capa © International Center of Photography

Nella mostra fotografica a Torino saranno anche presenti alcuni ritratti di personaggi famosi come Picasso, Hemingway, Matisse e Ingrid Bergman che illustrano anche le sue grandi qualità di ritrattista.

La mostra verrà inaugurata giovedì 14 marzo alla presenza di John Morris, primo direttore della Magnum, l’agenzia fotografica nata nel 1947. Mostra patrocinata dal Comune di Torino e organizzata dalla casa editrice d’arte Silvana Editoriale in collaborazione con Magnum Photos.

MAGNUM PHOTOS | PHOTOGRAPHER ROBERT CAPA – GALLERIA FOTO E BIOGRAFIA

INFORMAZIONI per la mostra fotografica di Robert Capa a Torino

PALAZZO REALE: Piazzetta Reale n. 1, 10122 Torino; telefono: +39.011. 43.61.455 / +39.011.56.20.450

ORARI: da martedì a domenica dalle ore 9.30 alle ore 18.30. Ultimo ingresso ore 18.00
. Chiuso il lunedì.

BIGLIETTI: Intero: 8 € compresa l’audioguida. Ridotto: 5 € ragazzi tra i 13 e i 18 anni d’età; visitatori in possesso di un biglietto d’ingresso unico a Palazzo Reale, Armeria Reale e Galleria Sabauda; aziende convenzionate.    Nel prezzo del biglietto è compresa l’audioguida. 
Omaggio: Bambini da 0 a 12 anni d’età; portatori di handicap; dipendenti del Ministero per i beni e le attività culturali, è compresa l’audioguida.

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La capacità di pensiero uccisa dalla fotografia digitale?

Le fotocamere digitali hanno ucciso la Fotografia?

di Alberto Alpozzi – Fotografo Torino

la fotografia digitale
Pune, India - Slum

La Fotografia non è solo un click, è necessaria la sensibilità – non lo strumento – per creare quelle immagini che chiamiamo comunemente Fotografie.

Quello che fa la differenza è il pensiero dell’uomo che utilizza lo strumento (con le dovute conoscenze tecniche) attraverso il quale si vuole raggiungere un risultato e non la mera documentazione a 360° di tutto ciò che ci si para davanti.

L’eccesso di possibilità digitali, con videofonini e reflex a buon mercato, sta cancellando l’atto creativo in virtù di un’esagerata pigrizia mentale dove tutto viene documentato e copiato su migliaia di files digitali e condivisi in rete che nulla hanno da comunicare se non la copia della copia della copia di quello che vediamo tutti quotidianamente.

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Herat, Afghanistan - Carcere femminile

Ogni cosa, luogo ed evento vengono banalizzati, abbassati alla mera copia della realtà che tutti noi viviamo e vediamo (mentre il fotografo deve osservarla e reinterpretarla) cancellando quel gesto di creazione che è alla base di ogni comunicazione.

La velocità di esecuzione e la possibilità di infiniti click hanno azzerato il tempo del pensiero, quel tempo che è alla base di ogni Fotografia ben realizzata dopo attenta analisi del fine per il quale la stiamo creando; il tempo ci donava la possibilità di osservare e pensare, oggi invece la frenetica voglia di condivisione ha azzerato questo dono che ci permetteva di distinguerci da una fotocopiatrice.

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Al Bazuryh, Libano - Medical Care
Al Bazuryh, Libano - Medical Care

Il digitale non ha distrutto la Fotografia, sta solo creando un nuovo modo di “vedere” il mondo e di raccontarlo, solo si deve fare molta attenzione a non porre sullo stesso piano immagini di critica sociale con feste alcoliche in discoteca e considerare che Fotografo non è chi scatta fotografie ma chi crea IMMAGINI, siano esse ancora a pellicola o in digitale, perché è il pensiero a monte dell’atto creativo che fa la differenza e non lo strumento che oggi potrebbe essere utilizzato da qualunque essere vivente che pigia un tasto anche casualmente.

Il digitale non ha distrutto il mondo dei Fotografi ma gli sta dando la vera occasione di differenziarsi dalla massa quali creatori di IMMAGINI, di far apprezzare maggiormente le capacità comunicative e interpretative contro la vacuità dei fotocopiatori della quotidianità.

Il digitale non ha distrutto la “magia” della Fotografia, perché non è il supporto – pellicola o card – a creare le IMMAGINI ma il nostro cervello, quindi trincerarsi dietro al vecchio stile è controproducente perché la fotografia è in evoluzione, come gli esseri viventi, e solo la capacità di adattamento permette la sopravvivenza.