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Antipirateria: Missione Atalanta

NEWS E AGGIORNAMENTI DA NAVE ZEFFIRO

Missione Atalanta per l’antipirateria Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n. 1814, 1816, 1838 e 1846 adottate nel 2008

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Missione antipirateria Atalanta. Golfo di Aden al largo delle coste della Somalia

di Alberto Alpozzi per Rassegna Stampa Militare

antipirateria_zeffiro (1)[…] Con circa 230 tra uomini e donne a bordo la fregata Zeffiro della Marina Militare perlustra notte e giorno le acque attorno al Corno d’Africa. Qui vi transitano circa l’85% dei traffici marittimi mondiali, centinaia di navi commerciali al giorno dirette verso e da il Mediterraneo attraverso il canale di Suez. Un bacino di appetibili prede dei pirati che dalle coste somale attaccano i mercantili per fare ostaggi, non più per le merci, ma per chiedere all’armatore il riscatto per l’equipaggio. Un mercato fiorente contrastato dalla missione Atalanta della Comunità Europea che attualmente vede impegnata oltre che la Marina Militare anche Norvegia, Spagna, Francia, Germania, Portogallo e Svezia unitamente alla missione Ocean Shield della Nato più diverse nazioni indipendenti che vi operano come Corea, India, Giappone e Russia. […] CONTINUA A LEGGERE

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Primo Friendly Approach per Nave Zeffiro nel golfo di Aden

di Alberto Alpozzi per Rassegna Stampa Militare

friendly approach (7)[…] La Missione Europea Antipirateria Atalanta nel golfo di Aden, di fronte alle coste della Somalia, avendo per la maggior parte interdetto le azioni dei pirati è entrata ormai nella seconda fase per il mantenimento della sicurezza nell’area e per la tutela dei mercantili internazionali che qui vi transitano quotidianamente.Attualmente operante in questa zona dal mese di giugno vi è la fregata Zeffiro della Marina Militare, tra le sue capacità vi è il Friendly Approach cioè l’avvicinamento di un’imbarcazione da parte dell’unità navale per prendere contatti, manifestare la propria presenza e al contempo verificare l’eventuale presenza di minacce. Dapprima via radio la plancia della Zeffiro contatta il comandante dell’imbarcazione per l’autorizzazione all’approccio, segno già tangibile di fiducia e collaborazione una volta concesso. Ad autorizzazione avvenuta la nave assume l’assetto di Force Protection, attraverso il dispiegamento di armamenti per autoprotezione. […] CONTINUA A LEGGERE

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Il Commodoro portoghese incontra l’equipaggio di Zeffiro

di Alberto Alpozzi per Rassegna Stampa Militare

ctf (6)[…] il Comandante della Task Force 465, Commodoro Jorge Novo Palma, ha fatto visita all’Equipaggio di Nave Zeffiro che incrociava nel Golfo di Aden a nord delle coste della Somalia. Dalla fregata portoghese Alvares Cabral, unità di bandiera nonchè nave sede di comando della missione Atalanta, è giunto a bordo della nave italiana, dove una volta accolto dal Comandante Capitano di Fregata Roberto Micelli ha avuto un informale scambio di battute con gli Ufficiali circa la missione e l’impegno nello svolgere le operazioni assegnate unitamente alle unità delle altre nazioni impegnate. E’ seguita una visita dello Zeffiro durante la quale i team specialistici imbarcati, il GOS “Gruppo Operativo Subacquei” e il team RSM Reggimento “San Marco”, hanno presentato al Force Commander nell’ambito di una esposizione statica le loro capacità operative nel contrasto alla pirateria. […] CONTINUA A LEGGERE

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Pirateria nel Golfo di Aden. Il contrasto di Brigata Marina San Marco

di Alberto Alpozzi per Rassegna Stampa Militare

barbettone_fb[…] Da oramai più di un anno quando si parla di San Marco si associano subito i volti di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone i due italiani detenuti in India per questioni ancora da dirimere e soprattutto poco chiare. I due Marò svolgevano a bordo della petroliera “Enrica Lexie” il delicato compito di protezione della nave da attacchi di pirati, compito simile a quello attualmente svolto dai loro colleghi  del 2° Reggimento 2ª Compagnia delle Operazioni Navali imbarcati su nave Zeffiro operante nel golfo di Aden all’interno della missione europa Atalanta per l’antipirateria. Il team boarding del San Marco operante sulle navi è composto da 8 operatori, ma nel caso della missione Atalanta il numero sale a 10 con l’aggiunta di un fuciliere di marina abilitato al tiro di precisione e il suo spotter. […] CONTINUA A LEGGERE

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Golfo di Aden, Somalia. Intelligence Surveillance and Reconnaice (ISR)

di Alberto Alpozzi per Rassegna Stampa Militare

_AFG7953[…] Obiettivo principale della  missione europea Atalanta per l’antipirateria, unitamente a quella Nato Ocean Shield, è l’acquisizione di elementi informativi sulla localizzazione di eventuali “Pirates Action Group” (PAG). Elementi essenziali per contrastare la pirateria nel Golfo di Aden acquisiti con successo se consideriamo che è ormai più di un anno che non si verificano sequestri di navi. Per l’acquisizione dei “target” vengono impiegati gli elicotteri della Marina Militare imbarcati sulla fregata Zeffiro, tramite gli strumenti ISR “Intelligence Surveillance and Reconnaice” atti all’acquisizione di video e fotorilievi. Intelligence: vengono studiate le immagini precedenti per osservare se nelle zone in oggetto vi sono stati accentramenti o svuotamenti di risorse utili alla pirateria; Sorveglianza: si monitorano i movimenti di barchini e delle mothership; Ricognizione: vengono effettuate verifiche dirette sul luogo. Seguendo la costa nord della Somalia le operazioni di volo monitorano i villaggi nei pressi della città di Boosaaso, città che tra il 2007 e il 2009 fu il fulcro della pirateria nel golfo di Aden. […] CONTINUA A LEGGERE

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Operazione Atalanta. Le attività del Gruppo Operativo Subacqueo (GOS)

di Alberto Alpozzi per Rassegna Stampa Militare

gos (4)[…] L’ultimo grave caso registrato di attacco ai danni di navi militari risale al tragico evento del 2000 che colpì la USS Cole causando la morte di 17 uomini e il ferimento di 47 durante la guerra in Iraq.Questi sono rari ma possibili casi che devono essere sempre tenuti in considerazione e scongiurati durante la navigazione in missioni operative. Nel caso della missione Atalanta per l’antipirateria le navi della Marina Militare, come attualmente lo Zeffiro impiegato nel golfo di Aden a nord delle coste della Somalia, imbarcano un team composto da 3 uomini di Palombari della Marina Militare in servizio presso Comsubin “Comando Subacquei ed Incursori” di La Spezia per la ricerca, l’identificazione e l’inutilizzazione di ordigni esplosivi. Il team Gos “Gruppo Operativo Subacqueo” è impiegato come team EOD “Explosive Ordenance Disposal” e IEDD “Improvised Explosive Device Disposal” […] CONTINUA A LEGGERE

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Gibuti. Sosta strategica

di Alberto Alpozzi per Rassegna Stampa Militare

zeffiro_gibuti (5)[…] Dopo 15 giorni di navigazione, 312 ore di moto e 1823 miglia percorse, lo Zeffiro questa mattina ha attraccato al porto di Gibuti per una sosta strategica schedulata come da programma, anche se soggetto a possibili variazioni per esigenze operative, della missione Atalanta. L’ultimo scalo fu fatto a Salallah in Oman quando la nave proveniva già da Gibuti, che è un centro nevralgico per l’antipirateria dove sono presenti diversi distaccamenti delle nazioni impegnate nella missione e dove gli Ufficiali possono incontrarsi per la raccolta e lo scambio di informazioni. Precedentemente al canale di Suez vi fu una sola sosta a Souda, in Grecia, per un corso di antipirateria, in aggiunta a quello già effettuata in Italia, che ha compreso degli incontri teorici per gli Ufficiali di Zeffiro ed infine due esercitazioni per l’intero Equipaggio. […] CONTINUA A LEGGERE


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Torino saluta la Taurinense rientrata dalla missione in Afghanistan

Il saluto di Torino alla brigata alpina Taurinense rientrata dall’Afghanistan

torino_taurinense_Foto Alpozzi (16)di Alberto AlpozziFotoreporter embedded

Torino, 4 aprile 2012 – Da Torino a Herat e ritorno. Sei mesi di missione operativa per la Brigata alpina Taurinense rientrata in patria cedendo il comando ai colleghi della Brigata Julia. Stamane a Torino in piazza Castello si è svolta la cerimonia di saluto della città di Torino alla Taurinense ormai alla fine del quarto mandato in Afghanistan, dopo quelli del 2005, 2008 e 2010. L’evento, come consuetudine. è stato preceduto dall’esibizione della Fanfara della Taurinense.

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Il mandato della Taurinense, in Afghanistan dallo scorso settembre fino alla fine di marzo, è stato caratterizzata dalla cessione – transition – della base operativa di Bakwa alle forze locali, che ha portato ad una riduzione complessiva del contingente italiano a circa 1.000 unità, e dal trasferimento della leadership sulla sicurezza ai militari afghani in oltre il 70% di RC-West, la regione ovest dell’Afghanistan di competenza italiana. La transition (passaggio graduale di responsabilità) del Paese asiatico alle autorità e alle forze di sicurezza locali si concluderà nel 2014.

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Centinaia le operazioni condotte dagli uomini e dalle donne del 2° reggimento Alpini di Cuneo, del 3° di Pinerolo, del 9° dell’Aquila, del 1° artiglieria di Fossano e del 32° genio di Torino. Tutte attività svolte in partnership con la polizia e l’esercito afghani, che oggi guidano autonomamente l’80% delle operazioni.

Sul fronte dello sviluppo sono state realizzate numerose infrastrutture di base, grazie al ruolo svolto dal P.R.T. italiano, specialmente nel campo dell’istruzione, con la costruzione di 13 scuole nei distretti remoti della provincia di Herat, per un totale di 120 aule che potranno ospitare in più turni fino a 8.000 studenti di ambo i sessi.

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LA MISSIONE IN AFGHANISTAN – REPORTAGE DICEMBRE 2012


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Reportage – Un fotoreporter torinese in Afghanistan

afghansitan_herat_alpozziAFGHANISTAN NEWS

dall’articolo “Un fotoreporter torinese in Afghanistan” di Graziella Porro

Natale per noi ormai è andato,dopo la befana anche gli ultimi addobbi sono stati rimossi e le festività sono ormai un ricordo lontano,sembra passata un’eternità da un Natale definito il più triste degli ultimi anni per via della crisi. Pochi acquisti,pochi regali,poche cene fra amici e soprattutto pochi cenoni di Capodanno,i comuni hanno risparmiato anche sui botti con la scusa della sicurezza,e i morti e i feriti ci son stati lo stesso e tutti si sono lamentati. Eppure c’è chi avrebbe fatto carte false per poter passare le feste vicino alla famiglia seppur in modo  così minimale. Sono i militari italiani in Afghanistan che il fotoreporter Alberto Alpozzi giovane torinese e avventuroso professionista ha incontrato durante il suo viaggio di Natale in zone dove normalmente non si va per svernare.

<Uno dei ricordi più dolci e tristi allo stesso tempo che mi rimane – dice Alpozzi – è quello di un giovane tenente che stava addobbando un albero insieme ad una soldatessa,a cui ho chiesto di fare uno scatto natalizio. Non ha voluto il giovane militare e con uno sguardo tristissimo mi ha detto “sa non vorrei che mia moglie vedesse per caso questa foto e si rattristasse perchè non sono a casa a fare l’albero con lei>.

Storie che sembrano tratte da un film romantico e strappalacrime e che di lacrime sicuramente ne portano tante con se, figli,fratelli,mariti,padri che non hanno potuto passare neppure un minuto con la famiglia perchè sono così lontani per una missione di pace che, si hanno scelto loro,pagati profumatamente come dicono gli italiani più drastici,ma che potrebbe anche non dar loro la possibilità di tornare,pensano i piu’ teneri fra coloro che continuano a giudicare questa missione davanti alla tv e senza conoscenza.

<Sono pagati molto? – risponde Alpozzi con un tono piuttosto infastidito – perchè invece di giudicare col solito cervello imbottito dai media non proviamo per un attimo soltanto a ragionare su quanto potrebbe guadagnare una persona inviata all’estero da una grande azienda,a quanto mi risulta prenderebbe due stipendi,uno in patria e uno in loco,lavorerebbe otto ore massimo 10 al giorno e avrebbe a disposizione un appartamento o una comoda stanza d’hotel  e farebbe sicuramente una vita decorosa e magari anche divertente,quale cifra puo’ pagare 15/20 ore consecutive di lavoro lontano da casa,in situazioni pericolose e disagiate col rischio di non vedere mai piu’ la propria famiglia?>.

Il giovane reporter sembra infastidito da queste illazioni che spesso si sentono sulla nostra missione di pace e racconta di aver trovato là una parte d’Italia che qui non esiste più,forti legami d’amicizia,grande senso di squadra e massima solidarietà,serietà e impegno e nel cuore solo la famiglia.

<Molti sono giovanissimi e qualcuno ha già figli di pochi mesi che non sta vedendo crescere se non su Facebook.>.

Quale è la sensazione più forte che ha avvertito arrivato sul posto?

L’amicizia fra loro,un legame molto forte,un sentimento che non vedevo sotto quella luce da tempo.Anche verso di me,quei ragazzi dopo poco tempo che stavo con loro mi sembrava di averli sempre conosciuti,molto di più di certi amici che conosco da anni.Anche ora che sono tornato il legame con loro non si è affievolito come succede quando passi tempo con gente che ti piace e poi ti riprometti di rincontrare ma non mantieni  e ti nascondi dietro scuse di mancanza di tempo o altro.Noi ci sentiamo su facebook o su altri social network e chiacchieriamo di tutto e di niente,è davvero straordinario.>

E la sensazione più negativa?

Sapere che dentro di loro soffrono soprattutto per la lontananza da casa,ho la sensazione che loro sappiano quanto valgono i rapporti umani molto più di molti di noi che avendoli a portata di mano li diamo per scontati.>

Pensa che abbiano paura? l’ha avvertita?

>Sono Soldati addestrati ma sono anche esseri umani.>

Che cos’è che l’ha stupita di più?

la differenza fra i rapporti gerarchici che c’è rispetto all’ambiente di una normale caserma.Un colonnello mi ha risposto..”Vede noi siamo quì per lavorare,tutti,e le stellette contano fino ad un certo punto.Se devo dare una mano a scaricare un camion il mio grado non conta,lo faccio anche io come gli altri.>

<Io non ho fatto il militare – continua Alpozzi – ma penso che sia davvvero una cosa molto importante questa.>

Si sentono eroi?

<No non ci sono eroi,ma solo ragazzi,uomini normali che hanno fatto una scelta perchè ci credono e la portano avanti con professionalità e senso del dovere.>

Ha mai avuto paura durante il suo viaggio?

<No,mai e credo che questa sensazione di tranquillità,nonostante il luogo dove mi trovavo, la devo a loro.>

Come hanno preso a casa sua l’idea di partire?

<Sorvolo sulle preoccupazioni di mia madre ma è una mamma quindi tutto regolare,la mia compagna non ha mai detto apertamente come la pensava ma era felice per me sapendo quanto fosse importante per me ciò che andavo a fare.>

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