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Reportage – Un fotoreporter torinese in Afghanistan

afghansitan_herat_alpozziAFGHANISTAN NEWS

dall’articolo “Un fotoreporter torinese in Afghanistan” di Graziella Porro

Natale per noi ormai è andato,dopo la befana anche gli ultimi addobbi sono stati rimossi e le festività sono ormai un ricordo lontano,sembra passata un’eternità da un Natale definito il più triste degli ultimi anni per via della crisi. Pochi acquisti,pochi regali,poche cene fra amici e soprattutto pochi cenoni di Capodanno,i comuni hanno risparmiato anche sui botti con la scusa della sicurezza,e i morti e i feriti ci son stati lo stesso e tutti si sono lamentati. Eppure c’è chi avrebbe fatto carte false per poter passare le feste vicino alla famiglia seppur in modo  così minimale. Sono i militari italiani in Afghanistan che il fotoreporter Alberto Alpozzi giovane torinese e avventuroso professionista ha incontrato durante il suo viaggio di Natale in zone dove normalmente non si va per svernare.

<Uno dei ricordi più dolci e tristi allo stesso tempo che mi rimane – dice Alpozzi – è quello di un giovane tenente che stava addobbando un albero insieme ad una soldatessa,a cui ho chiesto di fare uno scatto natalizio. Non ha voluto il giovane militare e con uno sguardo tristissimo mi ha detto “sa non vorrei che mia moglie vedesse per caso questa foto e si rattristasse perchè non sono a casa a fare l’albero con lei>.

Storie che sembrano tratte da un film romantico e strappalacrime e che di lacrime sicuramente ne portano tante con se, figli,fratelli,mariti,padri che non hanno potuto passare neppure un minuto con la famiglia perchè sono così lontani per una missione di pace che, si hanno scelto loro,pagati profumatamente come dicono gli italiani più drastici,ma che potrebbe anche non dar loro la possibilità di tornare,pensano i piu’ teneri fra coloro che continuano a giudicare questa missione davanti alla tv e senza conoscenza.

<Sono pagati molto? – risponde Alpozzi con un tono piuttosto infastidito – perchè invece di giudicare col solito cervello imbottito dai media non proviamo per un attimo soltanto a ragionare su quanto potrebbe guadagnare una persona inviata all’estero da una grande azienda,a quanto mi risulta prenderebbe due stipendi,uno in patria e uno in loco,lavorerebbe otto ore massimo 10 al giorno e avrebbe a disposizione un appartamento o una comoda stanza d’hotel  e farebbe sicuramente una vita decorosa e magari anche divertente,quale cifra puo’ pagare 15/20 ore consecutive di lavoro lontano da casa,in situazioni pericolose e disagiate col rischio di non vedere mai piu’ la propria famiglia?>.

Il giovane reporter sembra infastidito da queste illazioni che spesso si sentono sulla nostra missione di pace e racconta di aver trovato là una parte d’Italia che qui non esiste più,forti legami d’amicizia,grande senso di squadra e massima solidarietà,serietà e impegno e nel cuore solo la famiglia.

<Molti sono giovanissimi e qualcuno ha già figli di pochi mesi che non sta vedendo crescere se non su Facebook.>.

Quale è la sensazione più forte che ha avvertito arrivato sul posto?

L’amicizia fra loro,un legame molto forte,un sentimento che non vedevo sotto quella luce da tempo.Anche verso di me,quei ragazzi dopo poco tempo che stavo con loro mi sembrava di averli sempre conosciuti,molto di più di certi amici che conosco da anni.Anche ora che sono tornato il legame con loro non si è affievolito come succede quando passi tempo con gente che ti piace e poi ti riprometti di rincontrare ma non mantieni  e ti nascondi dietro scuse di mancanza di tempo o altro.Noi ci sentiamo su facebook o su altri social network e chiacchieriamo di tutto e di niente,è davvero straordinario.>

E la sensazione più negativa?

Sapere che dentro di loro soffrono soprattutto per la lontananza da casa,ho la sensazione che loro sappiano quanto valgono i rapporti umani molto più di molti di noi che avendoli a portata di mano li diamo per scontati.>

Pensa che abbiano paura? l’ha avvertita?

>Sono Soldati addestrati ma sono anche esseri umani.>

Che cos’è che l’ha stupita di più?

la differenza fra i rapporti gerarchici che c’è rispetto all’ambiente di una normale caserma.Un colonnello mi ha risposto..”Vede noi siamo quì per lavorare,tutti,e le stellette contano fino ad un certo punto.Se devo dare una mano a scaricare un camion il mio grado non conta,lo faccio anche io come gli altri.>

<Io non ho fatto il militare – continua Alpozzi – ma penso che sia davvvero una cosa molto importante questa.>

Si sentono eroi?

<No non ci sono eroi,ma solo ragazzi,uomini normali che hanno fatto una scelta perchè ci credono e la portano avanti con professionalità e senso del dovere.>

Ha mai avuto paura durante il suo viaggio?

<No,mai e credo che questa sensazione di tranquillità,nonostante il luogo dove mi trovavo, la devo a loro.>

Come hanno preso a casa sua l’idea di partire?

<Sorvolo sulle preoccupazioni di mia madre ma è una mamma quindi tutto regolare,la mia compagna non ha mai detto apertamente come la pensava ma era felice per me sapendo quanto fosse importante per me ciò che andavo a fare.>

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Intervista – In Afghanistan ho trovato la parte migliore dell’Italia

AFGHANISTAN NEWS – Il fotografo torinese Alberto Alpozzi ha trascorso il Natale a Herat

dall’articolo su “Cronaca Qui – Torino” del 7 Gennaio 2012, pag. 8 – leggi articolo on line –

operativa_6Con la sua Nikon ha fissato i volti e le emozioni di un Natale al fronte. I sorrisi dei bambini e la commozione dei militari. Padri e madri in divisa che hanno mangiato il panettone nella base italiana di Herat, regalando sacchi a pelo ai piccoli afghani, lontani migliaia di chilometri dall’Italia e dai loro figli. «Ero partito con l’idea di fare un reportage in uno scenario di guerra – racconta Alberto Alpozzi, 32 anni, fotoreporter torinese – ma a casa ho portato molto di più. Laggiù – racconta appena tornato dall’Afghanistan – ho scoperto che cosa conta davvero nella vita e ho conosciuto la parte migliore dell’Italia. Uomini e donne che ogni giorno, 24 ore su 24, rischiano la vita per garantire la sicurezza e la ricostruzione di un Paese che è ancora in mano alle bande della criminalità organizzata». In Afghanistan, come giornalista embedded, ha potuto seguire l’esercito nelle attività quotidiane, dentro Camp Arena e nei villaggi vicini. «Il giorno della vigilia e a Natale – racconta – sono uscito con i militari impegnati nel servizio di pattugliamento. Un’attività tanto importante quanto delicata e pericolosa, che io ho potuto seguire in condizioni di massima sicurezza. natale (2)C’erano nove persone che, per farmi fare qualche fotografia, hanno rischiato la vita. Persone che ogni giorno devono stare attente a tutto, perché il pericolo può essere ovunque. In una moto che ti sorpassa, o sul balcone da cui si affaccia una donna». Con i militari, Alpozzi ha stretto un rapporto speciale. «Siamo diventati amici – spiega – e con qualcuno continuiamo a scriverci. Da loro ho imparato molto, e vedendo ciò che hanno già realizzato, dalle scuole, alle carceri, agli ospedali, ho potuto vedere che c’è un’Italia che funziona. Che progetta, organizza appalti e poi costruisce gestendo al meglio le risorse economiche tanto che il nostro modello è invidiato, e imitato, da tutti gli altri Paesi». L’esperienza, naturalmente, è stata molto importante anche dal punto di vista professionale. «In Afghanistan – spiega ancora il reporter – ho capito che fare il fotografo è il dover vivere quegli istanti che gli altri vogliono solo vedere. E i risultati che ho ottenuto con il mio reportage sono molto soddisfacenti. E’ solo un inizio però – conclude – e il prima possibile tornerò dai miei amici in guerra».

su Youtube l’intervista a QuartareteTv sul mio reportage in Afghanistan

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Leggi l’articolo ripreso anche da:

Rai World – ItaliAfghanistan, Tutte le voci sulla missione di pace

Nonfanotizia – il giornale che da spazio alle notizie ritenute da altri “poco interessanti”

AmarenaMagazine – La rivista che ha gusto

"In Afghanistan ho trovato la parte migliore dell'Italia" - Cronaca Qui - Torino, 7 Gennaio 2012, pag. 8
"In Afghanistan ho trovato la parte migliore dell'Italia" - Cronaca Qui - Torino, 7 Gennaio 2012, pag. 8

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Reportage – Natale a Camp Arena, Herat – Afghanistan

di Alberto Alpozzi Fotografo a Torino – Studio Fotografico a Torino

AFGHANISTAN NEWS – dall’articolo “Herat: i militari italiani regalano doni ai bimbi afghani” di Ebe Pierini – Italnews

“[…] Fanno tenerezza, strappano un sorriso questi bambini che timidi e silenziosi entrano nella grande sala 150. Alcuni si tengono per mano, altri sono un po’ smarriti e cercano lo sguardo rassicurante dei genitori. Hanno lo sguardo puro di chi sa ancora gioire delle piccole cose, hanno gli occhi che brillano per la meraviglia e lo stupore. Una bambina indossa l’abito tradizionale di velluto e ricami dorati e sembra una bambola antica e fragile. Altri camminano un po’ impacciati in minuscoli ma elegantissimi completi di giacca e pantalone. Alcune bimbe coprono il capo con coloratissime pashmine. […] Per i bambini viene allestita una tavola con dolci di tutti i tipi. La prendono d’assalto e si tuffano sui biscotti al cioccolato, sul dolcetti di ogni tipo. Le tasche dei vestiti piene di dolcetti come le guance di uno scoiattolo rigonfie di noccioline. Così timidi da nasconderli per la paura di assaggiarli. Sono così teneri che commuovono. Così semplici, così spontanei, così puri che sembrano personaggi usciti da una fiaba. Invece vivono in Afghanistan e di questo Paese hanno ereditato la fierezza. […] Leggi qui tutto l’articolo

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dall’articolo “Natale a Herat: i soldati italiani festeggiano con i bambini afgani” di G. Pelosi – Il Sole 24 ore

“[…] quella di oggi è, per il colonnello Parrotta, un giorno molto particolare. Sale sul palco del teatro nel settore italiano di Camp Arena per un’occasione unica. Improvvisa un piccolo spettacolo di magia per i bambini figli dei lavoratori afgani della base. Un centinaio di ragazzini che sgranano gli occhi davanti alla scomparsa di soldi, corde, piccoli trucchi che incantano i bambini afgani. Entrando nel teatro avevano guardato quasi con meraviglia il presepe improvvisato nella piazza Italia e poi, alla fine, applaudono il coro natalizio della brigata Sassari avventandosi subito dopo sul buffet dei dolci e sui regali consegnati dai militari, primo fra tutti il generale Luciano Portolano, comandante della Sassari che guida attualmente il contingente di 4200 uomini in Afghanistan. […]” Leggi qui tutto l’articolo

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dall’articolo “Natale in Afghanistan per 4.200 militari italiani” di Ebe Pierini – Italnews

“[…]In centinaia si assiepano nell’hangar nel quale è stato allestito un piccolo altare e dove il cappellano militare, don Gianmario Piga, celebra la messa. Dietro l’altare un albero di Natale addobbato con le letterine scritte dai bambini sardi e afgani ai soldati in missione. “Ma perché se fare il militare ti costringe ad andare sempre via da casa e dalla tua famiglia non cambi lavoro?” chiede, tra le righe della sua missiva, una bambina. “Caro soldato, ho perso il mio elicottero telecomandato. Non è che per caso tu che sei in missione lo ha ritrovato?” scrive un altro bambino. Strappano un sorriso questi messaggi. Ti riscaldano il cuore.[…]” Leggi qui tutto l’articolo

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Natale 2013 – Idea regalo originale

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QUI troverai altre informazioni sui book fotografici e QUI alcuni servizi fotografici realizzati a modelle e attori.

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Moda: Agenzie serie e affidabili

L’agenzia di moda X è un’agenzia seria? Qualcuno conosce l’agenzia Y models? Mi posso fidare?

Agenzia di Moda – Modeling Agency

di Alberto Alpozzi Fotografo a Torino – Studio Fotografico a Torino

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Alla moda del nudo sono contrario: un buon sedere è un buon sedere, ma per chi crea vestiti il nudo è autodistruzione”Giorgio Armani

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foto_book_torinoQueste sono spesso le domande che si trovano in rete per cercare informazioni sulle varie agenzie per modelle, moda, spettacolo, casting e case di produzione per sapere se fidarsi o meno.

Troppo spesso molte “agenzie di moda” chiedono del denaro per corsi di portamento (anche più di 3000 euro) che il più delle volte non servono a nulla così come richiedono la realizzazione del book fotografico solo ed esclusivamente presso di loro a cifre (800 -1000 euro) spesso il triplo dei costi di mercato. Il tutto condito con fantastiche promesse di “essere presentati a tutti i casting”. Ma che novità vero?

Se non ti presentano ai casting come fai a lavorare?

La loro promessa non è solo una banalità poiché è sottinteso dal momento che per lavorare si deve andare ai casting ma anche perché più una modella lavorerà più guadagnerà anche l’agenzia, quindi è loro preciso dovere ed interesse promuoverla il più possibile!

Perché accade questo?

Perché il loro guadagno sta solamente nei soldi che voi gli darete di vostra sponte firmando tanto di contratto per il servizio da loro offerto (imposto): book, composit o corso di portamento. Altra opzione potrà essere di lavorare per loro gratis fino al raggiungimento del pagamento dei vari corsi e book che vi avranno imposto e con buon probabilità quando il “vostro debito” sarà saldato magicamente non ci saranno più lavori per voi…

E dopo cosa succede?

Successivamente dopo diversi giorni di silenzio se voi chiamerete per avere notizie di eventuali lavori avrete una candida risposta che più o meno suonerà in questo modo: “Noi ti abbiamo proposto per diversi lavori ma non sei mai stata selezionata, ti faremo sapere” e successivamente non li sentirete mai più.

L’atteggiamento medio che terrà l’agente o la segretaria di turno ad eventuali vostre domande specifiche o la richiesta di entrare a fare parte della loro agenzie presentando un book fotografico che voi avete già realizzato sarà di dirvi, in maniera più o meno scocciata con l’intento di umiliarvi che “il tuo book non va bene, devi rifarlo” e “che le ragazze dell’est si fanno prestare i soldi” o “che si indebitano pur di entrare nella loro agenzia”, il tutto tagliando corto e mettendovi fretta per obbligarvi praticamente ad una scelta veloce e superficiale, giocando sulla vostra buona fede (in questi casi mal riposta).

COME RICONOSCERE UN’AGENZIA DI MODA SERIA

1. La sede: ha un ufficio reale e non solo un sito web e non ricevono mai in un bar. All’interno vi saranno almeno una segretaria e altre persone che vi lavorano e che vi riceveranno su appuntamento (fate attenzione a fotografi – fotoamatori – o agenti vari che vi contattano tramite Facebook);

2. Partita Iva: Oltre ad avere una p.iva esistente sono iscritti alla camera di commercio come società che svolge attività nel settore moda, spettacolo o simili;

3. Book fotografico: non vi impongono mai di realizzare delle fotografie da loro, al massimo vi possono suggerire dei loro fotografi di fiducia che comunque vi chiederanno una cifra che può aggirarsi sui 300 max 400 euro (se comunque si tratta di un book fotografico base);

4. Corsi: avere degli iscritti preparati va a tutto vantaggio dell’agenzia stessa quindi vi consiglierà corsi e quant’altro necessario alla crescita professionale, ma mai vi imporrà strani corsi di portamento a cifre assurde che comunque spesso non sono così utili;

5. Contratto: verrà sempre stipulato un contratto scritto tra l’agenzia e il soggetto, con tutti i dati relativi all’agenzia: p.iva, ragione sociale, recapiti, etc.. a voce non si fa mai nulla;

6. Promesse: una vera agenzia non ti prometterà mai nulla, poiché la strada è lunga e dura e non conta solo il loro lavoro ma soprattutto la tua serietà, il tuo impegno e i tuoi sacrifici;

7. Casting: l’agenzia ti proporrà numerosi provini ai quali tu dovrai partecipare il più possibile ricordando che non ti possono mai garantire un lavoro; la media di selezione si aggira sulla proporzione dell’1 a 20 anche 30 per i casting, questo è il motivo per il quale capita che le modelle si presentino anche a 50 casting in un solo mese durante la settimana della moda;

8. Provvigione: il guadagno dell’agenzia non supera mai il 20% e non hanno l’esclusiva della tua persona (non ti faranno mai firmare un contratto di esclusiva).

LEGGI ANCHE “Consigli e suggerimenti per entrare nel mondo dell moda e dello spettacolo”

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COME RICONOSCERE UN’AGENZIA FALSA

1. La sede: o totalmente assente (danno appuntamenti nei bar o in casa) o uffici palesemente improvvisati oppure utilizzano Facebook come punto di riferimento, senza contare quei fotografi che millantano di lavorare con agenzie di moda e avere i contatti per presentarvi a persone “importanti”;

2. Book fotografico: vi impongono la realizzazione di un book fotografico a cifre superiori ai 400 euro;

3. Promesse: loro conosco tutti, hanno un sacco di possibilità di farti arrivare, tutto è a portata di mano grazie a loro: entro poco sarete famosi, in tv e sulle riviste, vi faranno un sacco di nomi importanti di personaggi dello spettaccolo dicendo non solo che li conoscono ma che li hanno “creati” loro;

4. Contratto: vogliono concludere in fretta e farvi accettare la loro proposta rispondendo evasivamente a qualunque vostra domanda diretta;

5. Casting: vi diranno che i provini e i casting non servono a niente perché vengono scelti solo i raccomandati però, per vostra fortuna, loro hanno le conoscenze giuste;

6. Compromessi: si deve sempre scendere a compromessi, essere carine, simpatiche e “disponibili” (la richiesta di prestazioni sessuali in cambio di lavori e/o favori è un reato penale!)

LEGGI ANCHE “Moda: provini pubblicità – Casting per diventare modella”

LEGGI ANCHE L’ARTICOLO “Agenzie di moda serie, come riconoscerle” su Italian Sexy Models

INCHIESTA – Il BOOK… attenti alle truffe!! Dietro le quinte della settimana della modaGuarda il video

Elenco alfabetico di alcune agenzie di moda e spettacolo a Milano:

– Be Famous – Via G. Gozzi n° 5 – Milano. Tel. 02.37647432. Sito www.befamous.it

– Brave Model Management – Via Imperia n° 22 – Milano. Tel. 02.84800811. Sito www.bravemodels.com

– D Management Group – Via Forcella n° 13 – Milano. Tel. 02.89421377. Sito www.dmanagementgroup.com

– Fashion – Via G. Silva n° 40 – Milano. Tel. 02.480861. Sito www.fashionmodel.it

– I Love – Via A. Appiani n° 5 – Milano. Tel. 02.00633530. Sito www.ilovemodelsmanagement.com

– Names – Via Savona n° 58 – Milano. Tel. 02.47719557. Sito www.namesmodel.com

– Why Not – Via Zenale n° 9 – Milano. Tel. 02.4818342. Sito www.whynotmodels.com

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Feste in Italia

SERVIZI FOTOGRAFICI PROFESSIONALI TORINO – BOOK E COMPOSIT – FOTO e VIDEO

di Alberto Alpozzi Fotografo a Torino – Studio Fotografico a Torino

Le feste italiane in collaborazione con Alessia Trombetta e il make-up di Isela Lizano e Loris Roselli.

Natale 25 dicembre , Befana 6 gennaio, San Valentino 14 febbraio, Carnevale febbraio, festa della donna 8 marzo, pasqua, 150 anni unità d’Italia, l’ora della terra, festa del papà 19 marzo, pesce d’aprile 1° aprile, festa della liberazione 25 aprile, festa della mamma maggio, festa del lavoro 1° maggio, festa della repubblica 2 giugno e molte altre a venire…

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Guarda qui la diffusione su tv e giornali dei lavori realizzati sulle feste in Italia:

– BEFANA: “Alessia, la sexy Befana torinese negli scatti di Alberto Alpozzi” su Cronaca Qui – Torino

– CARNEVALE: “Il Carnevale secondo Alberto Alpozzi” su Cronaca Qui – Torino

– FESTA DELLA DONNA: “La donna crocefissa di Alberto Alpozzi” su Harim Network – “La festa della donna secondo il fotografo torinese Albero Alpozzi” su Cronaca Qui – Torino

– 150 ANNI UNITA’ D’ITALIA: “1861-2011, 150° Anniversario Unità d’Italia” su Però Torino – “W l’Italia (l’Italia liberata, metà giardino, metà galera)” su Harim Network – “Foto Tricolori” in televisione su Quartarete Tv

FESTA DELLA REPUBBLICA: “2 giugno: festa del voto alle donne” su Però Torino