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Come entrare nel mondo della moda: Book Fotografico Torino

BOOK FOTOGRAFICO A TORINO. I PREZZI: BOOK e COMPOSIT per modelle, modelli, attori e ballerini

di Alberto Alpozzi Fotografo a Torino – Studio Fotografico a Torino

book_fotografico_torino (1)Per entrare nel mondo della moda occorre prima di tutto avere un book fotografico da presentare alle agenzie di moda, ai casting, agli eventi o alle selezioni.

Realizza nel nostro studio fotografico a Torino il tuo book fotografico a Euro 300 compreso di trucco e parrucco.

Il book fotografico proposto dal nostro studio fotografico a Torino oltre a comprendere la truccatrice, sempre presente sul set, prevede un set fotografico di circa 3-4 ore durante le quali avrai la possibilità di fare diversi cambi d’abito dallo sportivo all’elegante, costume e intimo, secondo le tue necessità e richieste. Durante lo shooting per realizzare il tuo book fotografico verranno realizzate diverse immagini in differenti pose per rendere al meglio tutte le espressioni e le pose con vari cambi di trucco e acconcianture per meglio armonizzarsi con i diversi abiti scelti. Le fotografie migliori verranno tutte consegnate su dvd, postprodotte, sia ad alta che a bassa risoluzione, inoltre le 10 immagi migliori verranno consegnate stampate in formato 20×30 cm (A4) su carta fotografica.

Clicca MI PIACE nella mia pagina Facebook “Book Fotografico Professionale – Torino”

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PRENOTAZIONE e PREZZI BOOK FOTOGRAFICI TORINO:

Prenota ora il tuo book fotografico a Torino, sarò lieto di rispondere a tutte le tue domande e predisporre preventivi sia via mail info@albertoalpozzi.it sia per telefono 011.501700, oppure su appuntamento nel mio studio fotografico a Torino, via San Secondo 96/c

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“Consigli e suggerimenti per entrare nel mondo dell moda e dello spettacolo”

“Moda: provini pubblicità – Casting per diventare modella”

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Torino – Book Fotografico

FOTOGRAFIA. Book Fotografico a Torino – Agenzia di Moda

di Alberto Alpozzi Fotografo a Torino – Studio Fotografico a Torino

Book fotografico a Torino – Prezzo/costo EURO 300,00 Iva inclusa – Con trucco professionale e fotoritocco. Continua a leggere per approfondire.

L’emozione di sentirsi una star, fatti un regalo unico per avere un ricordo irripetibile: foto book!

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Occorre molto tempo per essere a proprio agio di fronte a un obiettivo. Io ero molto timida. Quando ci si conosce meglio si hanno più cose da dare. Oggi non sono più solo un’immagine, non mi accontento di fissare l’obiettivo e di mettermi in posa, ma lascio che questo riprenda una parte di me stessa. Ciò rende le foto più belle e l’esperienza più fruttuosa”Kim Basinger

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BOOK FOTOGRAFICO PROFESSIONALE TORINO – Foto e Video

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Il servizio fotografico per il tuo book o foto album comprende:

Studio fotografico professionale allestito con flash e fondali colorati;

Truccatrice professionista sempre presente durante il set;

Fotografie professionali utili per le agenzie di moda e di spettacolo, per presentarsi ai clienti, ai casting televisivi e alle agenzie pubblicitarie;

torino_book_fotografico_professionale3Abiti: cinque diversi cambi*;

Dvd: consegna digitale di tutte le immagini che verranno sempre elaborate digitalmente, a diverse risoluzioni per essere facilmente utilizzate per l’invio tramite e-mail, caricate sul web oppure per essere anche stampate ad alta risoluzione;

Stampa fotografica digitale delle 10 migliori immagini in formato 20×30 cm.(formato A4);

torino_book_fotografico_professionale1Slideshow: montaggio video con le migliori immagini adatto anche per Youtube e Facebook (guarda qui); SU RICHIESTA

Pubblicazione: possibilità, per chi lo desidera, oltre che nella galleria del mio sito web, di una intervista per essere pubblicata su un giornale (guarda qui e qui). Non più disponibile.

Leggi qui i commenti e le interviste di alcune modelle che ho fotografato.

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Prenota ora il tuo book personale, sarò lieto di rispondere a tutte le domande e predisporre preventivi sia via mail info@albertoalpozzi.it sia per telefono 011.501700, oppure su appuntamento nel mio studio fotografico a Torino in via San Secondo 96/c

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alpozzi_fotografo_torinoVorresti fare un book fotografico? CONTATTAMI SUBITO! ALBERTO ALPOZZI FOTOGRAFO TORINO: fotografo professionista – p. iva 10743480013 – da più di 10 anni, da 2 anni insegno fotografia presso la Facoltà di Architettura di Torino, collaboro con diverse riviste e quotidiani, con un’agenzia di moda e spettacolo e due di fotogiornalismo.


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Che cos’è un book fotografico?

Innanzitutto il book fotografico è il primo strumento indispensabile per poter entrare nel mondo della moda e dello spettacolo, rappresenta il portfolio con il quale una modella o un attore ma anche hostess e ragazze immagine e l’agenzia che li rappresentano utilizzeranno per presentarsi ai casting o ai potenziali clienti per la realizzazione di campagne pubblicitarie e cataloghi.

Il book principalmente contiene una serie di immagini del soggetto fotografato in differenti pose ed espressioni affinchè sia valorizzato al meglio per mostrarne tutte le capacità espressive (guarda qui uno slideshow).

Spesso viene anche realizzato semplicemente per avere delle foto ricordo o fare un regalo gradito.

Vedi video di backstage durante il trucco, tutta la realizzazione di un servizio fotografico oppure un servizio fotografico in esterna.


Come si fa un book fotografico?

Per realizzare un book di foto sul set vengono realizzati mediamente 2-300 scatti, le immagini poi necessarie saranno 15 massimo 20, sia a colori sia in bianco e nero, le migliori 10 verrano stampate digitalmente su carta fotografica in formato 20×30.

Le fotografie del book non devono essere foto artistiche (come queste oppure queste), ma immagini che ti rappresentano come sei realmente (vedi qui foto per book); non commettere l’errore di consegnare delle fotografie pesantemente ritoccate con Photoshop o con ricercati giochi di luce e ombre, rischierai di sentirti dire che non corrispondi alla persona presentata in foto, bruciandoti così un’occasione.


Informazioni sui books fotografici?


torino_book_fotografico_professionale4NOTE* (vedi qui alcune foto)

Su specifica richiesta tutti i servizi fotografici potranno anche essere realizzati in particolari location  esterne o allestire set specifi, da valutare secondo budget e necessità.

Per i books fotografici sono richiesti abiti propri e accessori vari (abito da sera, casual, sportivo, intimo e/o costume, sciarpe, collane, occhiali da Sole, cappellini, etc…), su richiesta possono essere forniti abiti di scena con una costumista (preventivo a parte).

La realizzazione di un foto book non va a tempo e nemmeno a numero di scatti realizzati e consegnati; ogni soggetto ha proprie particolarità e necessità che concorreranno tutte per la creazione delle immagini.

Prenota il tuo personale book anche su Facebook nel gruppo “Book Fotografico Professionale – Torino”

Su richiesta il tuo book fotografico potrà anche essere realizzato secondo questi stili: fashion, beauty, intimo, close-up, glamour, nudo e body part.
Inoltre si realizzano servizi fotografici pubblicitari, servizi fotografici di moda, servizi fotografici di architettura, f oto editoriali, reportage, servizi fotografici industriali e servizi fotografici per cataloghi.

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BOOK FOTOGRAFICO TORINO – FOTO

di Alberto Alpozzi Fotografo a Torino – Studio Fotografico a Torino

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Regala un book fotografico:

Chi non ha mai pensato di poter essere una star ed essere al centro dell’attenzione?

Vivi o regala l’esperienza di un vero set fotografico (guarda video) tutto dedicato: con truccatrice (guarda video di trucco), stylist, parrucchiere (guarda video di acconciature), costumista e fotografo professionista, un’idea originale per i tuoi regali! Tutte le immagini verranno consegnate ad alta risoluzione per la stampa e le 10 migliori foto saranno stampate in formato 20×30 cm e consegnate insieme al dvd con tutte le foto digitali realizzate.

Tutte le info per realizzare il tuo book fotografico a Torino le trovi qui

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Guarda la gallery con altri servizi fotografici

alpozzi_fotografo_torinoVorresti fare un book fotografico? CONTATTAMI SUBITO! ALBERTO ALPOZZI FOTOGRAFO TORINO: fotografo professionista – p. iva 10743480013 – da più di 10 anni, da 2 anni insegno fotografia presso la Facoltà di Architettura di Torino, collaboro con diverse riviste e quotidiani, con un’agenzia di moda e spettacolo e due di fotogiornalismo.

Via San Secondo 96/c – Torino – GUARDA LA MAPPA

studio: +39.011.501700 – cellulare: +39.338.9107608

mail: info@albertoalpozzi.itsito web: http://www.albertoalpozzi.it


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La censura – Cultura e Religione

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di Alberto Alpozzi Fotografo a Torino – Studio Fotografico a Torino

In questi giorni si è discusso sulla “censura” applicata nel mondo islamico su di una fotografia pubblicitaria con l’aggiunta di maniche posticce per coprirne le ascelle. Perchè è avvenuto? E’ corretto aver censurato un’immagine di questo tipo?

Ai nostri occhi occidentali, può apparire come un eccesso per di più superfluo dal momento che non si tratta né di una foto di nudo né tanto meno volgare. Ma ci siamo domandati come il nostro modo di vestire e quindi il livello di pudicità nel coprire per esempio i seni femminili e più nel dettaglio i capezzoli possa apparire agli occhi delle donne della Nuova Guinea o in alcune zone dell’Africa?

tribùIn molte civiltà africane e dell’America Latina, ancora oggi, è cosa normalissima che le donne abbiano il seno totalmente scoperto; stessa cosa dicasi per gli uomini, che spesso come unico indumento hanno un laccio utilizzato come cintola lasciando totalmente scoperte le parti intime. Quindi se da un lato la nostra cultura ha parzialmente accettato il nudo femminile, quindi seni scoperti, non ha ancora accettato il nudo maschile, cosa del tutto normale in altre culture.

DitaVonTeeseConsideriamo inoltre che nella nostra cultura il seno femminile è oggetto sessuale con forti capacità seduttive (e quindi da nascondere), basti pensare agli spettacoli di burlesque per capirne l’importanza sessuale e il grado di pudicità: è uno spogliarello soft ma il capezzolo resta sempre coperto, denotando quindi il carattere e il grado di “censura” e “interesse” che la nostra cultura gli rivolge come feticcio erotico.

In ogni caso, nella pubblicità e nel cinema, il nudo integrale o comunque un nudo frontale di una donna non è molti BlowUpanni che è entrato nella quotidianità. Per vedere il primo nudo frontale dobbiamo tornare indietro di quasi 50 anni, nel 1966, al cinema con il film Blow-Up di Michelangelo Antonioni (vedi qui tutti i film che raccontano il mondo della fotografia e la figura dei fotografi), che gli creò all’epoca non pochi problemi non solo per la censura ma anche in termini legali, che mostrò Jane Birkin nuda.

Quindi il grado di “censura” sul corpo non varia solo da luogo a luogo ma anche nel tempo con stretti legami con la religione.

Basti pensare al Giudizio Universale di Michelangelo che venne censurato, per volere braghettonipapale, ad opera di Daniele da Volterra, detto il Braghettone, proprio perchè applicò sulle nudità dei soggetti indumenti e drappi per coprire quelle parti considerate indecenti o sconvenieti. Cosa forse ridicola ai nostri occhi oggi, senza pensare allo scempio compiuto, a colpi di scalpello sull’opera di Michelangelo.

Nella cultura islamica, ancora oggi, le donne si devono mostrare in pubblico con tutto il corpo coperto e in taluni casi anche il viso. Dunque non risulta difficile comprendere come un’immagine pubblicitaria con le ascelle scoperte (tra l’altro oggetto sessuale in India) venga censurata; è come se noi pretendessimo di pubblicare un cartellone pubblicitario con una vagina in bella vista sulle nostre strade.

Nel ‘600 per esempio in Europa gli abiti femminili avevano abbondanti scollature sul seno al limite del capezzolo senza suscitare sbigottimento o interesse da parte di un uomo ma di contro le caviglie erano sempre coperte e nascoste, vero feticcio dell’epoca.

In oriente invece, pensiamo agli abiti delle geishe, l’oggetto sessuale era il collo, infatti gli abiti coprivano per intero il corpo femminile lasciando scopertageisha solo una parte del collo, all’altezza delle spalle, che veniva decorato con fondotinta bianco. Possiamo citare anche un’interessante pezzo de l’Avvocato del Diavolo con Al Pacino il quale afferma “Le spalle di una donna sono gli avamposti della sua mistica e il suo collo, se è viva, ha tutto il mistero del confine, di una terra di nessuno nel conflitto fra la mente e il corpo” (vedi il video)

spiaggia_1900Procedendo negli anni, se guardiamo alcune foto d’epoca d’inizio secolo, potremmo sorridere nel vedere i nostri bis-nonni al mare: indossavano abiti lunghi, sia gli uomini sia le donne, che ben poche parti del corpo lasciavano scoperte.

Per vedere nella moda, e per strada, le primi minigonne, che lasciano invece abbondantemente scoperte non solo le caviglie ma anche le cosce, si devono aspettare gli anni 60 grazie a Mary Quant, indumento ormai più che normale e accettato oggi.

Quindi il nudo, parziale o integrale, è accettato a seconda delle epoca e dei luoghi con stretto legame alla connotazione erotica che gli si attribuisce e comunque sempre con delle limitazioni sia nella carta stampata sia nel web: il divieto per i minori di 18 anni.

Per esempio riviste come Play Boy per non parlare di riviste come Hustler che agli inizi, nel 1974, creò non pochi problemi al suo fondatore, Larry Flint, per la pubblicazione sulla carta di stampata delle così dette “pink-shot” cioè foto esplicite e frontali di vagine.

Oggi comunque nella nostra società, autodefinita civile, il nudo nell’arte (scultura, fotografia, dipinti) è comunemente accettato con la definizione di “nudo artistico” mentre però, e questo lascia perplessi, non è accettato mostrarsi nudi in pubblico, senza incorrere in sanzioni prescritte della legge (il nudismo, o meglio il naturismo, è accettato e praticato in luoghi deputati).

Altra piccola parentesi la si potrebbe aprire sul nudo dei bambini, tema molto delicato oggi a causa della pedopornografia: oggi mostrare una foto di un stratz_krper_des_kindesminore nudo è un reato, anche se fino a pochi anni fa era una cosa normalissima e i bambini venivano quasi considerati asessuati. Una foto per esempio come quella di Carl H. Stratz (1858-1924) dal titolo “15 year old girl from Vienna” raffigurante un’adolescente nuda oggi sarebbe perseguibile a norma di legge in tutti i paesi occidentali.

L’arte pare dunque essere oggi una sorta di paravento per ipocrisie e preconcetti di una società che non sa affrontare i propri limiti e si scaglia contro chi applica, a casa propria, i propri usi e costumi (simili ai nostri solo in periodi storici differenti).


Hate-story_Vikram BhattAGGIORNAMENTO 18 APRILE 2012

New Delhi, Times of India: Censurata locandina thriller erotico di Bollywood

L’Alta Corte di Calcutta ha disposto la censura sulla locandina del thriller erotico “Hate Story” di Vikram Bhatt prodotta da Vivek Agnihotri già definito il Basic Instinct di Bollywood coprendo con della vernice blu la schiena nuda dell’attrice. Nel film molte scene esplicite (censurate per più del 50%) interpretate dall’attrice debuttante bengalese Paoli Dam nei panni di una donna che usa la propria sessualita’, come Sharone Stone nella pellicola Hollywoodiana, come arma di vendetta.

Vedi qui il trailer non censurato di Hate Story