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Come fare un book fotografico

Fotografia – Come fare un book fotografico a Torino

di Alberto Alpozzi Fotografo a Torino – Studio Fotografico a Torino

Book fotografico a Torino – Prezzo/costo EURO 300,00 Iva inclusa – Con trucco professionale e fotoritocco. Continua a leggere per approfondire.

fare_book_fotografico_torinoRealizzare il tuo primo book fotografico ti servirà per proporti al meglio alle agenzie di moda, ai casting ed ai provini (leggi qui l’articolo “Moda: Agenzie serie e affidabili”). Per una modella o un modello, ma anche per gli attori o le attrici, l’immagine rappresenta il biglietto da visita. Avere un book fotografico di qualità permetterà ad agenti, casting director, registi e agenzie di moda di valutare le vostre doti artistiche ed interpretative. (leggi qui l’articolo “Casting per diventare modella”)

Il vostro curriculum vitae verrà letto solamente se le vostre fotografie saranno convincenti. Il book fotografico dovrà essere quindi un estratto di immagini nel quale il soggetto dimostra la propria fotogenia e soprattutto le sue capacità espressive, la capacità di modificare il proprio look e anche di interpretare diverse situazioni utili sia a campagna pubblicitarie sia per pubblicità.

CLICCA QUI COME FARE BOOK FOTOGRAFICO A TORINO

Per creare un book fotografico servono fotografie professionali realizzate in uno studio fotografico attrezzato con fondali colorati e flash professionali, una truccatrice che si occuperà del make-up (guarda su Youtube un backstage) ed ovviamente un fotografo professionista che saprà aiutarti, anche se è la tua prima volta davanti ad un obiettivo fotografico, a sviluppare le tue migliori attitudini per sviluppare al meglio i tuoi punti di forza e reinterpretarli al meglio.

fare_book_fotografico_torino_1Quindi evitate foto amatoriali anche se venute molto bene perchè verreste subito scartati dalla selezione.

Oltre al tuo book fotografico (clicca qui per tutte le informazioni) è solitamente richiesto un composit, che non è altro che una sorta di bigliettone da visita della modella o modello. Il composit è un cartoncino di dimensioni medie di 21×15 cm con una vostra foto grande sul fronte (di solito si sceglie “Beauty” cioè un primo piano) con nome e cognome e i contatti, sul retro invece vengono inserite da 2 a 6 foto selezionate fra le migliori e più rappresentative con i dati fisici: altezza, taglia, numero di scarpe, spalle o seno, fianchi, colore degli occhi e dei capelli…

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Come preparsi per un book fotografico? Ecco alcuni consigli.

Il book fotografico, o foto book, che vi serve varierà a seconda del settore dello spettacolo che vorrete intraprendere. Per fare la modella o il modello, servono fotografie con diversi cambi d’abito: dal casual, all’alegante, allo sportivo, all’intimo al fine di esaltare a meglio il vostro fisico e far emergere la vostra capacità di “trasformazione e interpretazione” per poi in futuro rivestire diversi ruoli. Per fare cinema o pubblicità servono invece fotografie molto più naturali e che trasmettano al meglio il vostro carattere, serviranno fotografie con diverse espressioni che rappresentano diversi stati d’animo. (leggi l’articolo “Consigli e suggerimenti per entrare nel mondo della moda e dello spettacolo”)

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fare_book_fotografico_torino_2Consigli per fare il vostro primo book fotografico. Sfogliate riviste di moda e osservate le pose e gli atteggiamenti dei modelli professionisti, provatele davati ad un specchio, cercate di riprodurre le medesime pose ed esperessioni, più e più volte fino a farle diventare naturali. (leggi qui l’articolo “Cos’è un book fotografico?”)

Dove fare un book fotografico a Torino. Valutate diversi fotografi visitando i loro siti web, le loro proposte, il materiale che vi consegneranno e soprattutto la professionalità. Un book fotografico a Torino mediamente ha un costo sui 300 euro e comprende anche la truccatrice specializzata in make-up fotografico (indispensabile per ogni set fotografico). Fate attenzione che le fotografie di nudo non sono per nulla richieste all’interno di un foto book, quindi diffidate di chi propone o ha svariate immagini di nudo come book. Le foto necessarie stampate che richiedono le agenzie sono in formato 20×30 (circa come l’A4 della stampante del vostro pc) altri formati di stampa come il 13×18 sono del tutto inutili e le agenzie non li accettano.

Clicca qui per tutte le informazioni, i prezzi e i costi per fare un book fotografico a Torino

Prenota ora il tuo book personale, sarò lieto di rispondere a tutte le domande e predisporre preventivi sia via mail info@albertoalpozzi.it sia per telefono 011.501700, oppure su appuntamento nel mio studio fotografico a Torino in via San Secondo 96/c

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alpozzi_fotografo_torinoVorresti fare un book fotografico? CONTATTAMI SUBITO! ALBERTO ALPOZZI FOTOGRAFO TORINO: fotografo professionista – p. iva 10743480013 – da più di 10 anni, da 2 anni insegno fotografia presso la Facoltà di Architettura di Torino, collaboro con diverse riviste e quotidiani, con un’agenzia di moda e spettacolo e due di fotogiornalismo.

LEGGI QUI LE OPINIONI E LE INTERVISTE DELLE MODELLE CHE HANNO REALIZZATO IL LORO BOOK CON ALBERTO ALPOZZI FOTOGRAFO TORINO

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Blog Book Fotografico: articoli, prezzi e consigli per il tuo face foto book

Book Fotografico Professionale per ragazze e ragazzi, modelle e modelli, attori e attrici, escort e cam girl, ragazze immagine e agenzie di moda.

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In volo sull’Afghanistan

In volo sull’Afghanistan durante i trasferimenti interni in Rc-West con gli elicotteri dell’Esercito Italiano

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Herat – Carcere Femminile

NEWS AFGHANISTAN – Il carcere femminile di Herat è il fiore all’occhiello tra le strutture costruite dal PRT – Provincial Reconstruction Team – di Herat ma anche rifugio per le donne afgane.

Nel settore femminile del carcere di Herat ci sono detenute che hanno commesso crimini, ma anche donne che hanno denunciato i mariti violenti o con problemi di droga e che la legge considera criminali. Struttura all’avanguardia  è stata ristrutturata nel 2009 grazie all’Unione Europea e al Ministero della Difesa italiano, che insieme hanno investito 400.000€. Qui le donne sono protette e non rischiano di essere uccise. Un centinaio di donne con bambini che trascorrono le loro giornate a scuola e tessendo tappeti.

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Nikon e Cinema

di Alberto Alpozzi Fotografo a Torino – Studio Fotografico a Torino

Le macchine fotografiche Nikon 35 mm. in una rassegna di film cinema dagli anni ’60 ai giorni nostri.

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“[…] per il fotografo il cinema è sempre l’immagine che viene dopo, un modo particolare di definire la progressione, ma anche la differenza tra immagine fissa e in movimento […]” – Henri Cartier-Bresson

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Blow-Up, 1966, Nikon F
Blow-Up, 1966, Nikon F

NIKON F

nikon_sotto-tiro
Sotto Tiro,1983, Nikon F2

– Taras Il Magnifico, Usa 1962
– Blow-Up, Italia 1966
– L’Orgia del Potere, Francia 1969
– Piccoli Omicidi, Usa 1971
– Apocalypse Now, Usa 1979
– Io, Willy e Phil, Usa 1980
– Full Metal Jacket, Usa 1987
– Arachnophobia, Usa 1990
– Prova Schiacciante, Usa 1992
– I Ponti di Madison County, Usa 1995
– Quando Eravamo Re, Usa 1996
– Gorilla nella Nebbia, Usa 1998
– City of God, Brasile 2001
– We Were Soldiers, Usa 2002
– Ray, Usa 2004
– Starsky & Hutch, Usa 2004

NIKON F2

– Sotto Tiro, Usa 1983
– L’Anno del Terrore, Usa 1991

Full Metal Jacket, 1987, Nikon F
Full Metal Jacket, 1987, Nikon F

NIKON F3

– Arachnophobia, Usa 1990

NIKON F5

– Jurassic Park, Usa 1993
– Nemiche Amiche, Usa 1998
– Vertical Limit, Usa 2000
– The Score, Usa 2001

NIKON FM

Jurassic Park, 1993, Nikon F5
Jurassic Park, 1993, Nikon F5

– Gli Occhi di Laura Mars, Usa 1978
– Spy Game, Usa 2001

NIKKORMAT

– Ratataplan, Italia 1979
– L’ospite d’Inverno, Gran Bretagna 1997

NIKON modelli vari

– Superman I, II, III, IV, Usa 1978, 80, 83, 87
– Una cotta importante, Usa 1984
– Toccato, Usa 1985

Femme Fatale, 2002, Nikon
Femme Fatale, 2002, Nikon

– Urla del Silenzio, Gran Bretagna 1985

– Femme Fatale, Usa 2002

– The Ring, Usa 2002 _____________________________________

Leggi anche “Leica e Cinema” – Le macchine fotografiche Leica in una rassegna di film cinema dagli anni ‘50 ai giorni nostri

Leggi anche “Fotografia e Cinema”in ordine alfabetico locandine, trame e trailer di film e documentari sul mondo della fotografia e dei fotografi nel cinema: dai fotoreporter di guerra al mondo della moda ai set pubblicitari.

Leggi anche “La Fotografia di moda nel cinema”dalle modelle ai fotografi nei migliori film cinema. Locandine, trailer e trame dei i film e dei documentari che raccontano il mondo della moda, delle fotomodelle e la figura dei fotografi: dalle sfilate ai set.

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La fotografia digitale

CORSI DI FOTOGRAFIA DIGITALE 2016 A TORINO

di Alberto Alpozzi Fotografo a Torino – Studio Fotografico a Torino – Corsi di fotografia

Corsi di fotografia digitale a Torino – Prezzi/costi: EURO 200,00 Iva inclusa – 12 ore divise in 6 lezioni. Continua a leggere per approfondire.

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Oggi possedere o regalare una fotocamera reflex digitale significa poter vedere il mondo con altri occhi, riprodurlo col massimo realismo oppure ricrearlo secondo la propria creatività con la massima semplicità. Imparare a usare una macchina foto significa poter creare immagini tecnicamente perfette e personali.

Seguimi anche su Facebook nel gruppo pubblico “Corso di Fotografia Torino”

La tecnologia digitale di oggi, supportata sempre più da software di photoediting e ritocco digitale, è in grado di esaltare al massimo la creatività insita in ognuno di noi, soprattutto se ben costruita anche con un corso base di fotografia, che ci permetterà di conoscere a fondo il mezzo che utiliziamo per sfruttarne tutte le potenzialità, sia per l’utilizzo in automatico sia in manuale per realizzare foto più personali.

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corso-di-fotografia_torino-2Le fotocamere, professionali e non, sono ormai tra i regali più frequenti e graditi proprio perché, se da un lato non occorre essere professionisti per immortalare i ricordi più belli di un viaggio o scorci suggestivi, dall’altro sono proprio la nostra creatività e la sensibilità – weltanschauung – a rendere ogni scatto unico ed irripetibile anche solo con poche nozioni base sulla fotografia. Da questo punto di vista la tecnologia digitale ha “democratizzato” (forse “troppo” direbbero alcuni professionisti) il mondo della fotografia, perché ormai con diversi strumenti a disposizione che vanno dalle reflex ai telefonini si possono ottenere sempre più spesso e con maggior facilità risultati interessanti anche con l’aiuto di diverse app e filtri fotografici impostabili in automatico.

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corso-di-fotografia_torino-3Se la reflex rimane pur sempre il top per ogni fotografo professionista o fotoamatore evoluto, offrendo grande versatilità e grandi performance, il mondo delle compatte è sempre più interessante, con prezzi e modelli in grado di accontentare le esigenze e le tasche di tutti e soprattutto dare nuova versatilità anche ai professionisti del settore.

Da qualche anno il mercato propone anche la nuova tipologia di fotocamera compatta con ottiche intercambiabili: le mirrorless con prestazioni e qualità analoghe alle reflex, ma con la comodità del peso e dell’ingombro minori e un’utilizzo assolutamente semplice.

CORSI DI FOTOGRAFIA DIGITALE 2014 A TORINO

Il tema principale di tutti i corsi è la “comunicazione attraverso l’immagine”: come la forza e l’unicità di uno scatto possa trasmettere un’idea e la personale interpretazione di un luogo o di un evento.

Corso fotografico BASE: per chi si avvicina per la prima volta al mondo della fotografia e desiderare imparare ad usare una reflex.

Corso fotografico INTERMEDIO: per chi ha già le necessarie conoscenze fotografiche di basee desidera migliorare la tecnica.

Corso fotografico AVANZATO: per fotoamatori evoluti che desiderano acquisire le conoscenze necessarie per avvicinarsi alla fotografia professionale. Resta inteso che ciò non sarà sufficiente, servono infatti molta esperienza, dedizione e sacrifici.

Corso fotografico TEMATICO: corso di composizione fotografica, non tecnico, che affronta la comunicazione attraverso l’immagine

Corso fotografico ON-LINE: corso di fotografia gratuito con alcune lezioni base per iniziare a fare fotografie in autonomia.

Tutti i corsi di fotografia 2016 sono suddivisi in lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche in esterna per applicare le nozioni apprese. I corsi sono tenuti dal fotografo professionista di Torino Alberto Alpozzi. Attualmente insegna fotografia presso il Politecnico di Torino, Facoltà di Architettura, reporter di guerra in Afghanistan e Kosovo, e nel 2010 ha tenuto anche degli incontri di aggiornamento professionale per il personale dell’Ufficio Comunicazione della Regione Militare Nord dell’Esercito Italiano.

Alberto Alpozzi è anche su Twitter, entra qui e clicca su “follow” per seguire i suoi Tweet

INFORMAZIONI E CONTATTI

fotografo_torinoChiamami al +39 011 501700 oppure per urgenze al +39 338 9107608     Cercami su Google Maps

STUDIO FOTOGRAFICO a TORINO in Via San Secondo 96/c (tra corso Turati e corso Re Umberto), piano terra –  Guarda la mappa

Per mandare una mail clicca qui – info@albertoalpozzi.it – oppure contattami anche su Facebook nel gruppo “Corso di Fotografia Torino”

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Corso di fotografia on-line

TORINO: CORSI DI FOTOGRAFIA IN CITTA’ | LEZIONI ON-LINE DI FOTOGRAFIA DIGITALE – Corso fotografico 2017

di Alberto Alpozzi Fotografo a Torino – Studio Fotografico a Torino Corsi di Fotografia

corso_on-line_gratisCorsi di Fotografia digitale 2017 a Torino

Oggi comprare o regalare una fotocamera digitale significa poter vedere il mondo con altri occhi, riprodurlo col massimo realismo o ricrearlo secondo la propria creatività con la massima semplicità.

Il corso fotografico on-line, studiato come un piccolo manuale di fotografia, è strutturato in diverse lezioni che forniscono le nozioni base sulla tecnica fotografica necessarie alla realizzazione delle prime fotografie corrette e ben bilanciate sia dal punto di vista tecnico sia da quello artistico. Si tratta di un mini-corso fotografico on-line che può fornire le prime base tecniche per entrare nel mondo della fotografia digitale reflex.

Cercami anche su Facebook nella pagina “Corso di Fotografia Torino”

Il corso di fotografia on-line è totalmente gratuito e permette a tutti di iniziare a realizzare immagini fotografiche piacevoli e comunicative: quali sono le principali operazioni per scattare una fotografia?

Le fotocamere, professionali e non, infatti sono ormai tra i regali più frequenti e graditi proprio perché, se da un lato non occorre essere professionisti per immortalare i ricordi più belli di un viaggio o scorci suggestivi, dall’altro sono proprio la nostra creatività e la visione del mondo – weltanschauung – a rendere ogni scatto unico ed irripetibile.

SCEGLI QUI IL CORSO FOTOGRAFICO A TORINO CHE FA PER TE: CORSO BASE, INTERMEDIO o AVANZATO

TRA I TEMI TRATTATI: 1. Come si scatta una fotografia, 2. Scattare in automatico, 3. Scelta della qualità immagine, 4. Otturatore e tempo di posa, 6. Disegnare con la luce, 7. Il diaframma, 8. Lavorare a priorità di diaframma o di tempi, 9. La messa a fuoco e la profondità di campo, 10. Controllare la profondità di campo


Oltre al corso on-line puoi scegliere anche il corso di fotografia digitale base con lezioni individuali suddivise in 4 lezioni teoriche e 2 lezioni pratiche in esterna, presso il mio studio fotografico a Torino, in via San Secondo 96/c al piano terra, vicino all’Ospedale Mauriziano; il costo del corso di primo livello è di Euro 200,00 Iva inclusa.

SCEGLI QUI IL CORSO FOTOGRAFICO A TORINO CHE FA PER TE: CORSO BASE, INTERMEDIO o AVANZATO

Oppure scegliere il corso intermedio di secondo livello per miglIorare la tua tecnica fotografica e apprendere le base del fotoritocco; inoltre per fotamatori evoluti c’è il corso tematico di comunicazione: Come comunicare emozioni e idee con un solo scatto?

alpozzi_fotografo_torino2I corsi di fotografia sono tenuti dal fotografo Alberto Alpozzi, reporter di guerra in Afghanistan e Kosovo, attualmente insegna fotografia presso il Politecnico di Torino, Facoltà di Architettura, e nel 2010 ha tenuto degli incontri di aggiornamento professionale per il personale dell’Ufficio Comunicazione della Regione Militare Nord dell’Esercito Italiano.

Tutti i corsi fotografici possono essere seguiti anche online, in video-conferenza, tramite webcam utilizzando Messenger oppure Skype per una maggior flessibilità di orari, senza dover uscire di casa, comodamente davanti al tuo pc.


Contattami o vieni a conoscermi nel mio studio fotografico in centro a Torino in via San Secondo 96/C (clicca qui per la mappa) al piano terra, vicino all’Ospedale Mauriziano, tra corso Turati e corso Re Umberto.

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L’orfanotrofio di Herat, le fotografie di Alberto Alpozzi e una serata di beneficenza

AFGHANISTAN NEWS – dall’articolo di Alessandro Pino sul blog di Luciana Miocchi

marò_ciro.petronelli_italia-per-afghanistanL’Afghanistan proprio non riesce più a toglierselo dalla testa, il fotoreporter torinese Alberto Alpozzi: ha già trascorso le scorse festività natalizie presso la base militare italiana di Herat – nel sud del paese –  documentando le attività dei soldati che vi sono impegnati (vedi qui l’interrvista televisiva su Quartarete Tv) e conta prossimamente di tornarvi per una serie di altri progetti che ha in mente, visto il positivo riscontro ottenuto anche presso le alte sfere della Difesa. Nel frattempo ha partecipato di recente a una serata di beneficenza in favore dei giovani ospiti dell’orfanotrofio di Herat, tenutasi a Brindisi dove è di stanza il Reggimento San Marco e promossa da un appartenente a quel reparto, il fuciliere di Marina Ciro Patronelli, brindisino anche lui, conosciuto dal fotografo presso la base Camp Arena: «Era uno dei ragazzi  che mi faceva da angelo custode quando mi muovevo in città». alpozzi_brindisiLo  spettacolo, organizzato con la collaborazione di alcune associazioni culturali e il contributo della Provincia di Brindisi, è stato aperto proprio dalla proiezione di fotografie scattate da Alberto ai bambini di Herat (vedi qui il video) ed è proseguito con le performance di ballerini, maghi, comici e di una pittrice che invece della  vernice usava una polvere luccicante, tutti presentati dal conduttore radiofonico Mauro Stiky (guarda su Facebook le foto della serata). «Molti continuano a domandarsi che cazzo ci siamo a fare in Afghanistan; credo sia importante che la gente sappia quanto questi ragazzi che lavorano laggiù vengano colpiti da  situazioni molto distanti dalle nostre  e anche quando tornano credono nel realizzare qualcosa per dare un futuro ad altre persone meno fortunate. Ritengo sia questo il messaggio che deve passare da eventi del genere». Ovviamente in tempi di crisi imperante parecchi preferirebbero si pensasse ai bambini italiani. Risponde Alberto: «Ciro dice che i bambini sono tutti uguali, lui ha conosciuto quella realtà e ne è rimasto colpito; sono d’accordo con lui e poi fare del bene da quando ha una bandiera ?». Giusto.

E allora per non scontentare nessuno ci permettiamo di lanciare noi un’ideada queste righe: una serata anche per i figli di tutte quelle persone che dopo aver perso il lavoro non hanno retto alla prospettiva di un futuro nero e si sono tolte la vita.

Ciro_Brindisi_articolo
Nuovo Quotidiano di Puglia - Brindisi, articolo del 1° Aprile 2012 a pag. 19

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Reportage: Shindand, Afghanistan

AFGHANISTAN NEWS Il Col. Alfonso Cipriano dell’Aeranautica Militare Italiana impegnato nella missione Isaf a Shindand in Afghanistan

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Leggi qui l’articolo “L’uomo che insegna agli afghani come volare”. La storia del colonnello dell’Aeronautica Militare Italiana che istruisce i futuri piloti dell’Afghan Air Force.

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Fotografia e Cinema

di Alberto Alpozzi Fotografo a Torino – Studio Fotografico a Torino

I fotografi e il mondo della fotografia nel cinema. La fotografia e i fotografi nei migliori film cinematografici da vedere dall’inizio del ‘900 fino ai giorni nostri: film sulla e con la fotografia protagonista.

In ordine alfabetico, con le locandine dei film, tutti i trailer e le trame, i film consigliati e i documentari che raccontano il mondo della fotografia, le vite dei fotografi, i fotoreporter di guerra, il mondo della moda e i set pubblicitari. Oltre ai film sui fotografi e film sulla fotografia anche quattro film dedicati al mondo dei video operatori: L’occhio che uccide, L’uomo con la macchina da presa, Professione Reporter e 20 Sigarette, veri cult movie del genere.

Troverete in questo elenco film su fotografi, film ambientati nel mondo della moda, film con fotografi e film sulla fotografia ma non sulla fotografia cinematografica; per intenderci non si parla della direzione della fotografia in film alla Storaro, ma la figura del fotografo interpretata e raccontata al cinema: film e fotografia sul grande schermo.

Leggi anche gli articoli “Nikon e Cinema” e “Leica e Cinema”: una rassegna di film nei quali compaiono le due macchine fotografiche storiche oppure “La Fotografia di moda nel cinema” una panoramica specifica sul mondo della moda nel cinema.

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“[…] per il fotografo il cinema è sempre l’immagine che viene dopo, un modo particolare di definire la progressione, ma anche la differenza tra immagine fissa e in movimento […]” – Henri Cartier-Bresson

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BABA YAGABABA YAGA vedi qui il trailer

Film del 1973 diretto da Corrado Farina con Carroll Baker, George Eastman, Isabelle De Funès, Ely Galleani, Franco Battiato e Michele Mirabella.

Adattamento cinematografico tratto dal fumetto erotico “Valentina” di Crepax. Valentina Rosselli è una fotografa che vive negli anni della contestazione. Andata a fotografare gioielli e antichità nella casa della misteriosa strega Baba Yaga, Valentina riceve in regalo una bambola che a un certo punto si trasforma in una bella ragazza… Politica, erotismo, morte, onirismo, fotografia e sadomasochismo. Personaggio poi ripreso nel 1988 da Demetra Hampton nella serie Tv omonima nella quale la prima puntata è proprio Baba Yaga. Tutta la serie televisiva ruota intorno alle indagini della fotografa Valentina.

before_the_rainBEFORE THE RAINvedi qui il trailer

Film del 1994 diretto da Milcho Manchevski con Katrin Cartlidge, Rade Serbedzija e Grégoire Colin.

Gli eventi balcanici degli anni Novanta. Un fotografo che lavora a Londra torna in Macedonia e viene a conoscere una realtà di conflitto tra due popoli una volta in pace. Una ragazza è ricercata dai familiari di un uomo che lei ha ucciso. Si rifugia in un monastero per poi fuggire con un giovane che sta prendendo i voti. Trittico di storie, “Parole”, “Volti” e “Immagini”, sull’odio interetnico, sul fanatismo fondamentalista, sulla peste della violenza nella guerra che ha dilaniato la ex Jugoslavia. È imperniato su un fotoreporter esule che da Londra torna nel natio villaggio macedone. Girato con uno stile scattante ed energico. Leone d’Oro a Venezia.

Blood_diamondBLOOD DIAMONDvedi qui il trailer

Film del 2006 diretto da Edward Zwick con Leonardo DiCaprio, Jennifer Connelly, Djimon Hounsou, Michael Sheen e Arnold Vosloo

Il film è incentrato su un mercenario che contrabbanda diamanti e un pescatore nativo alla ricerca del figlio, catturato dai guerriglieri del FUR (Fronte Unito Rivoluzionario) che ne fanno un bambino-soldato. Tra i due s’intromette una giornalista USA, amante del rischio. Ciascuno dei tre agisce usando uno degli altri due per il proprio interesse anche se poi nascono l’amicizia e l’amore. Il nocciolo della pellicola è la cinica e interessata indifferenza delle grandi potenze occidentali e del World Diamond Council che spese 12 miliardi di dollari in una campagna pubblicitaria per circoscrivere nel tempo e nello spazio gli affari dei “diamanti insanguinati”

BlowUpBLOW UPvedi qui il trailer

Film del 1966 diretto da Michelangelo Antonioni con David Hemmings, Sarah Miles, Vanessa Redgrave, Jane Birkin, Peter Bowles e The Yardbirds.

Ispirato in parte a “La bava del diavolo” di Julio Cortázar, sceneggiato da Tonino Guerra col regista: “L’idea di Blow-Up mi è venuta leggendo un breve racconto di Julio Cortázar. Non mi interessava tanto la vicenda, quanto il meccanismo delle fotografie. La scartai e ne scrissi una nuova”. Il film racconta la storia di Thomas, uno scontroso fotografo di moda della Swinging London anni sessanta. Un giorno s’imbatte in due amanti in un parco e scatta loro delle foto, ingrandendole (da cui il titolo Blow-Up) pare intravedere le prove di un delitto. Così il protagonista inizia le investigazioni. Palma d’Oro al Festival di Cannes nel 1967.

BORN INTO BROTHELSBORN INTO BROTHELS vedi qui il trailer

Documentario del 2004 di Zana Briski e Ross Kauffman

Racconta la vita di un gruppo di bambini nati nel quartiere a luci rosse di Calcutta, figli di donne obbligate a prostituirsi per sopravvivere . La fotografia come mezzo d’espressione ed emancipazione, è questo quello che la fotografa Zana Briski e il documentarista Ross Kauffman, realizzano attraverso il loro film. La realtà senza speranza trasformata attraverso gli scatti fotografici in un desiderio di rinascita, un disagio filtrato. Le fotografie – frutto del talento degli otto ragazzi – sono la dimostrazione di come la fantasia e la curiosità siano fondamentali per uscire da una condizione di estremo disagio, mentre il lottare quotidiano diventa l’elemento fondamentale per raggiungere la salvezza. Oscar per il miglior Documentario nel 2005.

breaking_newsBREAKING NEWSvedi qui trailer

Film del 2004 diretto Johnnie To con Kelly Chen, Nick Cheung, Richie Ren, Cheung Siu-Fai e Hui Shiu Hung

Dopo una sparatoria in seguito ad una rapina, i rapinatori umiliano la polizia davanti alle telecamere in diretta televisiva.
Per riconquistare i favori del pubblico, l’ispettore Rebecca prepara una campagna mediatica: per dare la caccia ai banditi, ogni poliziotto sarà dotato di una telecamera portatile, e la cabina di montaggio diventerà il centro principale di tutta l’operazione.
Un lungo piano sequenza a scatti apre questo film sul potere dei media e della comunicazione in tempo reale. Ricco di spunti e di interessanti quesiti sul ruolo dei media nella definizione dell’idea che la gente ha della società in cui vive.

CENERENTOLA A PARIGICENERENTOLA A PARIGI – vedi qui il trailer

Film del 1956 diretto da Stanley Donen con Fred Astaire, Audrey Hepburn, Michel Auclair e Kay Thompson.

La rivista di moda Quality è alla ricerca di un nuovo volto, che riesca a far sognare di nuovo le donne americane. Grazie all’intuizione del fotografo di moda Dick Avery (personaggio liberamente ispirato alla figura del fotografo Richard Avedon, le cui foto appaiono in questo film, come foto del personaggio interpretato da Astaire) il nuovo volto viene individuato in Jo Stockton, una timida e intellettuale bibliotecaria, che disprezza la vita mondana ritenendola solo un gioco di falsità. La giovane si lascia comunque convincere dalla energica direttrice della rivista, Maggie e da Dick a partire per Parigi. La fotografia della pellicola ebbe la supervisione del fotografo Richard Avedon, abiti Givenchy e musiche di George e Ira Gershwin.

CITY OF GODCITY OF GODvedi qui il trailer

Film del 2001 diretto da Fernando Meirelles con Alexandre Rodrigues, Matheus Nachtergaele, Seu Jorge, Leandro Firmino da Hora, Alice Braga.

Tratto dall’omonimo romanzo del brasiliano Paulo Lins. Rio de Janeiro, dagli anni ’60 agli ’80. La favela di Cidade de Deus è il palcoscenico delle storie parallele dei tredicenni Buscapé e Dadinh: il primo vorrebbe diventare fotografo, il secondo il più temuto criminale della città. Diviso in 3 capitoli, è un  racconto in cui tutti i personaggi principali uccidono e finiscono uccisi a parte la voce narrante Buscapé, che diventerà fotoreporter. Inquietante il finale in cui i sopravvissuti della banda di Zé Pequeno, tutti bambini, decidono di formare una loro banda e imporsi sul territorio.

closer-movieCLOSERvedi qui il trailer

Film del 2004 diretto da Mike Nichols con Jude Law, Julia Roberts, Clive Owen, Natalie Portman e  Nick Hobbs.

Tratto da una commedia teatrale di Patrick Marber, è la storia, ambientata a Londra, di quattro persone, due uomini e due donne, le cui vite si scontrano generando, volontariamente o casualmente, una sequenza a catena di relazioni, flirt, bugie, tradimenti, gelosie, sesso. Riassumendo: Dan, scrittore frustrato, s’innamora della spogliarellista americana Alice, ma poi la tradisce con la fotografa Anna la quale, a sua volta, inganna il marito dermatologo Larry che si consola con Alice. Romanticismo, materialismo ed egoismo sono sinonimi di piacere e dolore. Belli i ritratti fotografici esposti nella mostra.

d'amore_e_ombraD’AMORE E OMBRAvedi qui il trailer

Film del 1994 diretto da Betty Kaplan con Antonio Banderas, Jennifer Connelly, Stefania Sandrelli, Diego Wallraff e Camilo Gallardo.

Tratto dall’omonimo romanzo di Isabelle Allende. Cile 1975, Irene Beltram, giovane giornalista di una rivista del settore moda, è fidanzata con un capitano dell’esercito. Il loro rapporto entra crisi quando Irene conosce Francisco, un fotografo, segreto oppositore del regime. La rivista affida loro un reportage sulle vicende di Evangelina, una veggente guaritrice, che stanno creando fanatismo al punto da richiedere l’intervento dell’esercito. Proprio i metodi violenti dei militari inducono Francisco ad andare oltre il suo apparente incarico di fotoreporter ed a indagare sui precedenti che possono aver ridotto in tale stato la donna. Sempre più determinata a seguire Francisco nelle indagini, Irene finisce con innamorarsi del collega.

dorian_goldsteinDORIAN vedi qui il trailer

Film del 2001 diretto da Allan A. Goldstein con Malcolm McDowell, Victoria Sanchez, Bronwen Booth, Karen Cliche, Ethan Erickson.

Libera rivisitazione moderna del romanzo “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde. Assistendo a una sessione fotografica pubblicitaria della fotografa Bae, Henry è colpito dalla bellezza di Louis,aspirante fotografo. Henry propone a Louis la carriera da fotomodello spiegandogli l’importanza della giovinezza e della bellezza, il manager raccontandogli la vicenda di Dorian Gray. Da questo momento la vita di Louis, ribattezzato Dorian, sarà contraddistinta solo dalle donne e dal successo professionale, ma ben presto si accorgerà che, mentre lui resta perfetto, una sua foto sta diventando orribile. E’ un film televisivo che usa appropriatamente il mondo delle foto di moda per stabilire un parallelo tra vacuità e bellezza.

DUE OCCHI DIABOLICI - EP. IL GATTO NERODUE OCCHI DIABOLICI – ep. IL GATTO NEROvedi qui trailer

Film del 1990 diretto da Dario Argento con Harvey Keitel, Martin Balsam, Madeleine Potter, Adrienne Barbeau e John Amos.

Secondo episodio del film Due Occhi Diabolici (il primo è di George Romero) che rivisita il capolavoro di Edgar Allan Poe “Il gatto nero”. Racconta la storia del fotografo Roderick Usher  morbosamente attratto da immagini di violenza e morte. È sempre presente sui luoghi di brutali delitti, documentando con dovizia di particolare dettagli di corpi amputati o di cadaveri in avanzato stato di decomposizione. Il suo ultimo progetto, un libro con immagini atte a sanare l’appetito dei “sadici”, vede coinvolto un gatto nero sottoposto a sevizie documentate in sequenza fotografica. Un horror ricco di immagini disturbanti, diretto con grande senso del macabro.

FEMME FATALEFEMME FATALEvedi qui il trailer

Film del 2002 diretto da Brian De Palma con Antonio Banderas, Peter Coyote, Rebecca Romijn-Stamos e Eriq Ebouaney.

Cannes, red carpet. Una modella bruna sfila vestita solamente di un serpente d’oro  tempestato di diamanti. Laure fingendosi una fotografa entra indisturbata e nei bagni del teatro seduce la modella durante un’incontro lesbico per il serpente d’oro. Non tutto fila liscio come pianificato e Laure abbandona i complici. Dopo varie peripezie la bella ladra finisce in una chiesa nel centro di Parigi, dove viene scambiata per una ragazza scomparsa. Sfruttando l’occasione, Laure decide così di rifarsi una vita. Intanto un fotografo la immortala involontariamente in una foto utilizzata per un collage fotografico. Passa il tempo e si scopre che Laure si è sposata con un diplomatico,  viene inseguita dal paparazzo e dai vecchi complici.

Fotografando_fantasmiFOTOGRAFANDO I FANTASMIvedi qui il trailer

Film del 1997 diretto da Nick Willing con Frances Barber, Ben Kingsley, Toby Stephens, Emily Woof, Hannah Bould, Philip Davis, Miriam Grant, Edward Hardwicke, Rachel Shelley.

Anni ’20, Inghilterra. Un fotografo, già sconvolto dalla morte accidentale della moglie durante il viaggio di nozze, parte per la I Guerra Mondiale durante la quale si dedicherà alla fotografia dei soldati morti in guerra. Alla fine della guerra si stabilisce a Londra e comincia a frequentare spiritisti e medium per cercare di avere un contatto con lo spirito della moglie. Decide così di seguire le tracce di una misteriosa signora che gli ha mostrato le foto della sua bambina in compagnia di una minuscola fata. La storia si dipana fra realtà e fantasia, un po’ macabro.

FUR - Un Ritratto Immaginario Di Diane ArbusFURvedi qui il trailer

Film del 2006 diretto da Steven Shainberg con Nicole Kidman, Robert Downey Jr., Ty Burrell, Harris Yulin e Jane Alexander.

Un ritratto immaginario di Diane Arbus. La solitaria casalinga Diane, moglie del fotografo di moda Allan Arbus, dalla finestra del suo appartamento di New York, viene catturata dalla vista di uno strano e mascherato individuo giù in strada. Si tratta del nuovo e misterioso vicino di casa, Lionel Sweeney, dallo sguardo penetrante che l’affascina, attraverso una maschera garzata che nasconde un volto ricoperto da lunga peluria come tutto il corpo. Diane viene così trascinata fuori dalla sua ordinaria realtà e recandosi quotidianamente nel suo appartamento, inizia un viaggio che la porta a sbloccare i suoi segreti più profondi, risvegliare il suo straordinario genio artistico.

gia_Una donna oltre ogni limiteGIA, UNA VITA OLTRE OGNI LIMITEvedi qui il trailer

Film del 1998 diretto da Michael Cristofer con Angelina Jolie, Elizabeth Mitchell, Eric Michael Cole, Kylie Travis e Louis Giambalvo.

Versione romanzata della vita della top model Gia Marie Carangi, in arte Gia, una delle fotomodelle più in voga tra gli anni Settanta e Ottanta divenuta una star, grazie anche a numerosi servizi fotografici senza veli. Gia è ribelle, anticonformista, entra però nella spirale della cocaina. Inizia una relazione passionale con la truccatrice Linda e cerca di “ripulirsi” frequentando una comunità di recupero. Rrovinò così la sua carriera e la sua vita spegnendosi a soli 26 anni per complicazioni legate all’Aids. La sua vita, l’omossessualità, la droga e i complicati rapporti con la madre. La pellicola vinse due Golden Globe (premiate la Jolie e la Dunaway) e contribuì a lanciare la Jolie.

GLI OCCHI DI LAURA MARSGLI OCCHI DI LAURA MARSvedi qui il trailer

Un film del 1978 diretto da Irvin Kershner con Faye Dunaway, Brad Dourif, Tommy Lee Jones, René Auberjonois

Scritto da John Carpenter, racconta della fotografa newyorkese di grande successo Laura Mars che scopre di avere capacità extrasensoriali: “vede” infatti tutti gli omicidi compiuti da un maniaco. Sembrerebbe una sorta di nemesi, perché le sue fotografie sono piene di violenza e riproducono scene di uccisioni immaginarie, condite con modelle bellissime e feroci, su uno sfondo spesso di guerriglia urbana. Laura, però, non vede chi è l’assassino, bensì le sue vittime, nel momento stesso in cui vengono inseguite e uccise.  A morire sono i suoi collaboratori. La polizia indaga, ma sembra di non venire a capo di nulla. Il tenente John si prende particolarmente a cuore il caso innamorandosi di Laura.

Harrison's FlowerHARRISON S FLOWERvedi qui il trailer

Film del 2001 diretto da Elie Chouraqui con Andie MacDowell, Elias Koteas, Adrien Brody, David Strathairn e Brendan Gleeson.

New York, 1991. Il fotografo Premio Pulitzer Harrison Lloyd è un reporter di guerra del Newsweek con due figli e una stupenda moglie, Sara. La sua passione, quando non è in servizio, sono i fiori. La guerra nell’ex Jugoslavia lo spinge a ripartire. Dovrebbe essere una missione breve, in quella che sembrava ancora un piccola guerra, ma un giorno arriva la notizia della sua morte. Sara invece è convinta che il marito non sia morto. osì decide di partire iniziando un viaggio nell’inferno della guerra. L’accompagna e aiuta Kyle, un collega di Harrison, insieme ad altri fotografi. Raggiungeranno l’ospedale della città affrontando rischi di tutti i tipi e Sara potrà così verificare se la sua sensazione era veritiera.

HIGH ARTHIGH ARTvedi qui il trailer

Film del 1998 diretto da Lisa Cholodenko con Ally Sheedy, Radha Mitchell e Patricia Clarkson.

Syd convive con James, lavora come assistente redattrice nella rivista di fotografica “Frame”.  A causa di una perdita nel soffitto, decide di bussare all’appartamento sovrastante, dove abitano Greta, un’attrice tedesca, e Lucy, una fotografa che anni prima è sparita dalla circolazione senza dare spiegazioni. Colpita dalle fotografie che tappezzano le pareti di casa, Syd parla al suo capo di Lucy. Viene organizzato un incontro, durante il quale a Lucy viene proposto un articolo e la copertina del giornale. Tra le due esploderà un’attrazione artistica e sentimentale che le porterà a riconsiderare la loro vita e i loro sentimenti. È stato presentato nella Quinzaine des Réalisateurs del 51º Festival di Cannes.

i ponti di madison countyI PONTI DI MADISON COUNTYvedi qui il trailer

Film del 1995 diretto da Clint Eastwood con Clint Eastwood, Meryl Streep, Annie Corley, Victor Slezak e Jim Haynie.

1965, Robert Kincaid, fotografo del National Geographic, giunge a una vecchia fattoria per chiedere indicazioni sui ponti di Madison County, che egli dovrà fotografare. Conosce così Francesca Johnson, donna di casa e madre di due figli. Complice l’assenza del marito e dei figli i due fanno amicizia e in breve il loro incontro si trasformerà in un’autentica e profonda passione. Ma la loro intensa storia d’amore con il ritorno della famiglia giunge a un bivio: il quarto giorno Robert le chiede di lasciare tutto ed andare via con lui. Posta dinanzi alla scelta di dover lasciare la propria famiglia e una vita scontata con grande tormento, non riesce a slegarsi dalla famiglia e ripiega mestamente sull’esistenza di sempre.

IL CAMERAMANIL CAMERAMANvedi qui il trailer

Film del 1928 diretto da Edward Sedgwick con Buster Keaton, Harold Goodwin e Marceline Day.

E’ il 1° film di Keaton per la MGM. Buster, un giovane fotografo ritrattista, si invaghisce di Sally, una segretaria della Metro-Goldwyn-Mayer. Nel tentativo di impressionare la ragazza decide di diventare un cameraman, scambiando la sua macchina fotografica con una vecchia cinepresa e inizia a fare le riprese usando come soggetto qualsiasi cosa. Tuttavia, a causa della sua inesperienza, le riprese risultano sovraesposte e Buster diviene lo zimbello degli studi MGM. Considerato uno dei grandi capolavori di Keaton, una “summa Keatoniana” un “film testamento”, nel 2005 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

il-fiume_del_grande_caimanoIL FIUME DEL GRANDE CAIMANO vedi qui il trailer

Film del 1979 diretto da Sergio Martino con Barbara Bach, Mel Ferrer, Claudio Cassinelli, Richard Johnson e Clara Colosimo.

Nella foresta tropicale dello Sri Lankfa, l’affarista Joshua ha costruito sulla riva di un fiume un albergo per ricchi, il Paradise House. Daniel, un fotografo, è lì per un servizio pubblicitario. I Kuma, una tribù pacifica, collaborano in armonia alla conduzione dell’albergo. Il fotografo si invaghisce di Alice, la direttrice, ma la magica atmosfera da Fantasy Island è spezzata, quando un gigantesco e mostruoso caimano comincia a mietere vittime. I Kuma ritengono che il coccodrillo sia il loro dio Kruna, spirito del male, risvegliato dall’arrivo dei bianchi. Plot abbastanza scontato e sceneggiatura al limite del trash.

imago-mortisIMAGO MORTISvedi qui il trailer

Film del 2008 diretto da Stefano Bessoni con Alberto Amarilla, Oona Chaplin, Leticia Dolera, Geraldine Chaplin e Alex Angulo.

Nella seconda metà del XVII secolo lo scienziato Girolamo Fumagalli inventò il thanatografo, uno strumento con cui fotografare la permanenza retinica della morte nell’occhio del cadavere (ispirato ai reali esperimenti anatomici effettuati dallo studioso Athanasius Kircher), idea già ripresa da Dario Argento in “4 mosche di velluto grigio”. Nella scuola di cinema Murnau Bruno sta affrontando le prove di fine anno tra un’esercitazione fotografica e l’altra comincia ad avere delle allucinazioni: vede un un ragazzo insanguinato che sembra volerlo guidare alla scoperta di qualcosa. Bruno farà delle sconcertanti e sanguinose scoperte all’interno dell’istituto.

LA DOLCE VITALA DOLCE VITAvedi qui il trailer

Film del 1960 diretto da Federico Fellini con Marcello Mastroianni, Anita Ekberg, Anouk Aimée, Yvonne Furneaux, Alain Cuny.

Marcello Rubini è un giornalista romano che si occupa di servizi scandalistici scortato da un paparazzo, ma coltiva l’ambizione di diventare scrittore.; cinico e disincantato, è protagonista di sette episodi che narrano la «dolce vita» della Roma a cavallo fra gli anni cinquanta e sessanta. Staziona ogni sera di fronte ai locali di via Vittorio Veneto in cerca di qualche pettegolezzo o foto sensazionale di personaggi del mondo dello spettacolo, di ricchi borghesi o di nobili in cerca di eccessi. In una Roma rifigurata attraverso le pagine dei rotocalchi, la frenesia del divismo e il razionalismo dell’urbanizzazione, fanno muovere il personaggio di Marcello creando la figura di un viveur tragico e insoddisfatto.

LA FIDELITE'LA FIDELITE’ vedi qui trailer

Film del 2000 diretto da Andrzej Zulawski con Pascal Greggory, Magali Noël, Guillaume Canet, Sophie Marceau e Michel Subor.

Ispirato al romanzo La principessa di Clèves di Madame de La Fayette. Lucien Macroi, il re della stampa scandalistica, assume Clélia, una fotografa di fama, per dare nuovo lustro alla sua rivista. Le mire dell’uomo però vanno ben oltre, ma Clélia rifiuta le sue avances. Invece decide di sposare per stima e ammirazione (ma non per amore) uno degli editori che lavorano per Macroi, Clèves, follemente innamorato di lei. Allo stesso tempo però incontra un vecchio amore, Nemo, un foto-reporter specializzato in reportages-choc: tra i due nasce una forte passione. La protagonista però finirà per perdere il controllo della situazione, finendo nel pericoloso vortice della passione.

LA FINESTRA SUL CORTILELA FINESTRA SUL CORTILEvedi qui trailer

Film del 1954 diretto da Alfred Hitchcock con Raymond Burr, Thelma Ritter, Wendell Corey, James Stewart e Grace Kelly.

Al fotoreporter L.B. Jefferies manca solo un’ultima settimana di convivenza con un’ingessatura alla gamba prima di poter tornare ai reportage d’assalto. Jefferies passa il tempo affacciato alla finestra del suo appartamento a scrutare le abitudini dei vicini di casa. Fra questi, c’è una coppia di sposi novelli, una giovane e graziosa ballerina, un pianista tormentato, una coppia di coniugi, una donna affranta dalla solitudine e, soprattutto, un tranquillo uomo di mezza età che si prende cura della moglie malata. Quando questa improvvisamente scompare, Jefferies comincia a spiare sempre più ossessivamente i comportamenti dell’uomo, convinto che in quell’appartamento sia avvenuto un omicidio.

la macchina ammazzacattivi:fascettaLA MACCHINA AMMAZZACATTIVIvedi qui il trailer

Film del 1952 diretto da Roberto Rossellini con Giacomo Furia, Marilyn Buferd, William Tubbs, Giovanni Amato e Joe Falletta.

Il fotografo di un piccolo paese del centro Italia, Celestino, incontra uno strano personaggio che lo dota di un potere sovrannaturale: attraverso la sua macchina fotografica può decidere la vita e la morte delle persone ritratte. Convinto di essere portatore della volontà di sant’Andrea, Celestino inizia lo sterminio di tutti i cattivi del paese, in nome del bene. Tuttavia, ben presto capirà che il confine tra bene e male è molto sottile. Girato a Maiori (Salerno) nel ’48, tra difficoltà e interruzioni (uscì soltanto quattro anni dopo), difficilmente catalogabile, in bilico tra tragico e grottesco, serio e faceto, frammentario eppure coerente.

le_foto_di_gioiaLE FOTO DI GIOIAvedi qui il trailer

Film del 1987 diretto da Lamberto Bava con Serena Grandi, Capucine, Sabrina Salerno e Daria Nicolodi.

Thriller erotico d’exploitation conosciuto anche col titolo “Delirium”. Gioia è una ex fotomodella che ha ereditato la rivista per soli uomini “Pussycat”. Un giorno Kim, la protagonista di un servizio fotografico realizzato nella sua lussuosa villa, viene uccisa con un forcone. Il giorno seguente Gioia riceve una foto: il cadavere di Kim con dietro una sua gigantografia. Successivamente Gioia trova anche un’altra sua foto nel cimitero. I titoli iniziali del film sono costituiti da una sequenza molto generosa di foto in topless di Serena Grandi, segue poi una prima scena con tre donne nude all’interno di una piscina durante un set fotografico.

L'OCCHIO CHE UCCIDEL’OCCHIO CHE UCCIDEvedi qui il trailer

Film del 1960 diretto da Michael Powell con Anna Massey, Karlheinz Böhm, Moira Shearer e Maxime Audley.

Mark Lewis è un operatore cinematografico che sogna di diventare regista e che per arrotondare lo stipendio realizza foto osé. Suo padre era un noto scienziato interessato alle reazioni alla paura nell’infanzia. Per i suoi studi utilizzò suo figlio come cavia stimolandolo continuamente ad avere reazioni di paura e riprendendolo giorno e notte con una macchina da presa. Mark, ossessionato quindi dall’idea di filmare l’infilmabile filma e uccide, per poi rivedere il tutto: l’espressione che le persone assumono prima di morire sapendo di morire. E’ uno dei film più complessi e intelligenti mai prodotti sul rapporto tra il cinema e la realtà, esplora il tema del desiderio della visione come fine ultimo.

L'UOMO CON LA MACCHINA DA PRESAL’UOMO CON LA MACCHINA DA PRESAvedi qui il trailer

Film del 1929 diretto da Dziga Vertov con Mikhail Kaufman.

Questo film-documentario è il monumento del cinema costruttivista sovietico, un vorticoso mosaico sull’utopia dell’uomo-macchina e di un mondo nuovo. La giornata, dall’alba al tramonto, di un cineoperatore che riprende per lo più scene di vita quotidiana per le strade di Odessa, e che ci mostra anche la sua arditezza alla ricerca di inquadrature a sensazione, sopra, sotto o a fianco di treni in corsa. Il film si apre con il totale di una sala cinematografica che da vuota si riempie in un attimo. La stessa sala si rivedrà in chiusura del film dopo una sequenza nella quale la macchina da presa ha cominciato a muoversi da sola sul treppiedi, senza operatore, e prima di vedere la facciata del Teatro Bolshoi frantumarsi grazie ad un effetto ottico.

model-wisemanMODELvedi qui il trailer

Documentario in bianco e nero del 1980 diretto da Frederick Wiseman.

Il patinato mondo della moda e della pubblicità accuratamente sezionato da Wiseman in un documentario dal taglio freddo e impassibile che indaga su un’agenzia di fotomodelle nwyorkese vista nelle sue varie attività. Wiseman segue le giovani modelle a “open calls”, casting e provini per editoriali, sfilate e cataloghi. La sintesi è chiara: l’uso e abuso del corpo come commercio che serve per accumulare denaro nelle mani di pochi; le modelle, sfruttate fisicamente, diventano corpi morti, manichini inanimati; la pubblicità indirizza le menti della massa. Esemplare tutta la seconda parte, estenuante versione di un backstage televisivo.

NOVEMBER_frammenti di un delittoNOVEMBERvedi qui il trailer

Film del 2004 diretto da Greg Harrison con Courtney Cox, James Legros, Michael Ealy e Nora Dunn

Frammenti di un delitto. Una sosta per uno spuntino notturno. Ma mentre la fotografa Sophie Jacobs resta in macchina ad aspettare, il fi danzato Hugh viene ucciso da un ladro. Il senso di colpa non darà tregua alla giovane che cercherà di superare l’angoscia per la perdita del fidanzato, tuffandosi nel suo lavoro di insegnante di fotografia e col sostegno psicologico di un terapeuta e con quello morale della madre. Un giorno, misteriosamente, dal proiettore esce un’immagine inquietante: un’auto che somiglia alla sua, davanti a un negozio d’angolo, la notte della sparatoria… Presentato al Sundance premiato per la fotografia in HD.

occhi_dalle_stelleOCCHI DALLE STELLEvedi qui il trailer

Film del 1978 diretto da Mario Gariazzo con Robert Hoffman, Martin Balsam, Nathalie Delon, Sergio Rossi e Giovanni Cianfriglia.

Il fotografo Peter Collins scopre sviluppando alcune foto scattate in un bosco ad una modella, la presenza di extraterrestri. Tornato sul posto per indagare (ricordando un pò Blow-Up) viene inghiottito da un disco volante. La stessa sorte tocca poco dopo alla modella. Venuto in possesso dei negativi di Peter, il giornalista Tony Harris con l’aiuto dell’ufologo Perry Coleman cerca di imbastire un servizio sensazionale. Mentre gli extraterrestri eliminano testimoni e prove della loro esistenza, il “gruppo del silenzio” – un’organizzazione segreta che ha il compito di mettere a tacere tutto quello che riguarda gli ufo – tenta di impedire ai due di continuare a interessarsi al caso.

OCCHIO INDISCRETOOCCHIO INDISCRETOvedi qui il trailer

Film del 1992 diretto da Howard Franklin con Barbara Hershey, Stanley Tucci e Joe Pesci.

New York, 1941. Leon “Bernzy” Bernstein, fotoreporter di cronaca nera, si fa coinvolgere, per amore di una donna, nella guerra tra bande della malavita italoamericana. E’ un film nel quale si intrecciano molti temi: la riflessione sulla morte violenta, i rapporti tra fotografia e cinema, la caducità del lavoro umile del fotoreporter che, però, tende al riscatto dell’arte e la meditazione sul versante in ombra della vita. Modellato su Arthur Fellig, più noto come Weegee (1899-68), ebreo austriaco che attraverso le fotografie fece scoprire agli americani la dimensione inconscia della loro città, dunque della civiltà industriale.

ONE HOUR PHOTOONE HOUR PHOTOvedi qui il trailer

Film del 2002 diretto Mark Romanek con Robin Williams, Connie Nielsen, Michael Vartan, Eriq La Salle e Lee Garlington.

Sy Parrish è il tecnico di laboratorio di sviluppo e stampa fotografica in uno stand di un centro commerciale. La sua vita si svolge sotto le luci al neon e quando torna a casa è completamente solo. Sente così la necessità di eleggersi una famiglia ideale: gli Yorkin. Di loro, clienti affezionati, conosce tutti i momenti immortalati nella varie fasi della vita. Si sente addirittura lo zio del loro bambino. Ma qualcosa incrina l’idilliaco e immaginario rapporto. La sua ossessione viene disvelata progressivamente grazie a una recitazione implosa in cui tutte le pulsioni represse sembrano pronte ad esplodere… Ottima l’interpretazione di Williams.

PALERMO SHOOTINGPALERMO SHOOTINGvedi qui il trailer

Film del 2008 diretto da Wim Wenders con Andreas Frege “Campino”, Giovanna Mezzogiorno, Dennis Hopper, Olivia Asiedu-Poku e Letizia Battaglia.

Finn un fotografo il cui lavoro è molto apprezzato in campo internazionale, è un uomo costantemente in azione. Il suo cellulare è sempre in funzione, dorme pochissimo (e quando dorme ha incubi) e suo lettore mp3 è sempre in funzione. Una sera, mentre si trova alla guida della sua auto, vede, come si suol dire, la morte in faccia rischiando un incidente dalle conseguenze letali. Da quel momento la sua vita cambia. Abbandona la Germania e si reca a Palermo con l’alibi di un servizio fotografico con Milla Jovovich ma in realtà vuole azzerare la propria esistenza per ripartire da capo.

PeckerPECKERvedi qui il trailer

Film del 1998 diretto da John Waters con Edward Furlong, Christina Ricci, Lili Taylor.

Pecker è un 18enne di Baltimora con due doti: la simpatia e il talento di fare fotografie vive, scattandole a caso. I suoi soggetti preferiti sono la sua famiglia e i suoi amici, il suo stile invece non è propriamente “tecnico”.Un gallerista di New York lo scopre e lo lancia. Nonostante le sue foto siano sgrante, sfocate e spesso sovraesposte, questa caratteristica è proprio quello che piace ai newyorkesi. Il successo gli fa perdere il tocco, la fidanzata, le persone care. Troverà la strada per la rivincita. Il regista John Waters riesce, ancora una volta, a non deludere il pubblico presentando un ritratto intelligente e profondo della cultura americana.

PRETTY BABYPRETTY BABYvedi qui il trailer

Film del 1978 diretto da Louis Malle. Con Susan Sarandon, Brooke Shields, Keith Carradine e Frances Faye.

Negli anni ’10 a Storyville, quartiere malfamato di New Orleans (Louisiana) la 12enne Violet, figlia di prostituta, cresce in un bordello. La piccola, abituata a vagare nello squallido ambiente, non possiede una coscienza morale e tende a imitare gli atteggiamenti della madre e delle sue “colleghe”. Diventata pubere, la sua verginità viene messa all’asta. Le si fa amico un fotografo francese che ama ritrarre le prostitute e che dalle stesse viene soprannominato “papà” che poi la sposa. Film che uscitò scandalo per l’argomento: la prostituzione infantile e l’uso dei bambini nella pornografia, diffusi da sempre, erano diventati di moda negli anni ’70.

Professione ReporterPROFESSIONE REPORTERvedi qui il trailer

Film del 1975 diretto Michelangelo Antonioni con Jack Nicholson, Maria Schneider, Ian Hendry, Jenny Runacre e Angel Del Pozo.

Inviato nell’Africa settentrionale per un servizio sulla guerriglia, David Locke, giornalista televisivo angloamericano, ormai sazio e annoiato dalla vita, scopre un giorno l’opportunità di ricominciare tutto daccapo: assume i documenti e l’identità di un certo David Robertson, morto d’infarto in un hotel del Sahara. Il defunto era però un trafficante d’armi che riforniva il movimento di ribellione a un dittatorello africano. È come se, fra tutte le vite, sorteggiasse una vita qualunque, lasciandosi sedurre dall’avventura di esistere in un altro modo, pur intuendo e poi sapendo che questa seduzione porta soltanto a uno scacco o alla morte.

SALVADORSALVADORvedi qui il trailer

Film del 1986 diretto da Oliver Stone con James Belushi, James Woods, John Savage e Michael Murphy.

Fotoreporter quarantenne fallito lascia San Francisco per il Salvador, tirandosi dietro un amico. Entra in contatto con la guerriglia: violenza, guerriglia e morte sono all’ordine del giorno, incontra un temerario collega. La destra è armata da Reagan. Mentre rischia di continuo la vita, Richard s’innamora di Maria, giovane donna con bambini. La situazione precipita dopo l’assassinio dell’arcivescovo Romero. Ispirato a un personaggio reale, forte, serrato, coinvolgente, è il più aspro tra i film americani sul Terzo Mondo, quello che denuncia con maggior vigore le complicità di Washington con i regimi militari nell’America Centrale.

smoke_locandinaSMOKEvedi qui il trailer

Film del 1995 diretto da Wayne Wang e Paul Auster con Harvey Keitel, William Hurt, Forest Whitaker e Ashley Judd.

Smoke non racconta una storia, ma sviluppa situazioni il cui epicentro è una  tabaccheria. È un film molto parlato, con personaggi normali ed eccentrici insieme. Hurt è uno scrittore che ha perso la giovane moglie, Keitel un tabaccaio di Brooklyn. Nella sua tabaccheria passa il mondo. Mentre Hurt dà asilo a un giovane nero in cerca del padre, Harvey affronta una drogata che forse è sua figlia. Keitel ha riempito decine di album della stessa fotografia. Da oltre dieci anni, alle otto del mattino, nella stessa posizione, fotografa l’incrocio davanti al suo negozio, col caldo e col freddo. Casualmente viene inquadrata anche la moglie dello scrittore.

Sotto il vestito nienteSOTTO IL VESTITO NIENTEvedi qui il trailer

Film del 1985 diretto da Carlo Vanzina con Donald Pleasence, Tom Shanley, Renée Simonsen, Cyrus Elias e Hal Yamanouchi.

Bob è un ranger che lavora negli Sati Uniti, la sorella gemella Jessica è una fotomodella che lavora in Italia nel bel mondo patinato delle sfilate e degli stilisti. Un giorno Jessica viene uccisa. Bon si precipita quindi in Italia per scoprire il colpevole. La caccia all’assasino diventa a sua volta una lotta per sopravvivere anche perché non sarà l’unica ad essere uccisa. Romanzo scandalo di Marco Parma nell’84 avrebbe dovuto costituire per Michelangelo Antonioni l’occasione per rivisitare un mondo a cui si era già avvicinato con Blow Up. La produzione però rinuncia ben presto alla firma del Maestro per affidare il progetto a Carlo Vanzina.

Sotto il vestito niente 2SOTTO IL VESTITO NIENTE 2vedi qui il trailer

Film del 1988 diretto da Dario Piana con Florence Guérin, François-Eric Gendron, Gioia Maria Scola, François Marthouret e Randi Ingerman.

Milano. Sfilata di biancheria intima… realizzazione  di uno spot pubblicitario. Una modella viene stuprata da un riccone durante un’orgia a casa sua, con la complicità di alcune colleghe, muore successivamente in circostanze misteriose. Una serie di altri efferati delitti colpirà i protagonisti di quella folle notte di sesso finché, dopo un ulteriore colpo di scena, il misterioso assassino verrà smascherato. Giallo in stile videoclip che non ha nulla a che fare col precedente. Fotografia patinata con fondali  lucenti da video-clip, sangue a fiumi, porte cigolanti e qualche castigato nudo.

SOTTO TIROSOTTO TIROvedi qui il trailer

Film del 1983 diretto da Roger Spottiswoode con Gene Hackman, Nick Nolte, Joanna Cassidy, Ed Harris e Jean-Louis Trintignant.

Nel 1979 tre statunitensi: un celebre e cinico fotoreporter e una coppia di giornalisti, sono in Nicaragua quando Anastasio Somoza, continuatore di una feroce dittatura militare che durava dal 1936, è detronizzato dalla rivoluzione sandinista. insieme affronteranno l’inferno della guerriglia. In reazione all’uccisione del’amico giornalista, il fotoreporter trucca una fotografia per far apparire ancora vivo Rafael, giovane capo della guerriglia sandinista. A un certo punto il fotografo è costretto a fare una scelta di campo e lascia la macchina fotografica per imbracciare il fucile, pur considerando colpevoli tutte le parti impegnate nella guerra.

The Bang Bang ClubTHE BANG BANG CLUBvedi qui il trailer

Film del 2010 diretto da Steven Silver con Taylor Kitsch, Ryan Phillippe, Frank Rautenbach e Neels Van Jaarsveld.

Sud Africa, anni 90. La storia vera di quattro giovani fotografi di guerra legati dall’amicizia e con lo scopo di raccontare la verità attraverso le immagini. Rischiano la propria vita per raccontare il mondo della violenza durante le prime elezioni libere del post-apartheid in Sud Africa. Un film che esplora le emozioni, i pericoli e i problemi morali legati all’esporre la verità. Basato sul libro di Marinovich e Silva, il Bang Bang Club racconta le loro relazioni con lo stress, le tensioni e dilemmi morali di lavorare in situazioni di estrema violenza, dolore e sofferenza, del loro coraggio per essere stati sempre in azione anche sotto il sibilo delle pallottole, per l’appunto “bang bang”.

Standard Operating Procedure_Errol MorrisSTANDARD OPERATING PROCEDUREvedi qui il trailer

Documentario del 2008 diretto da Errol Morris.

Un viaggio oltre le sbarre di Abu-Ghraib per far luce su ciò che accadde davvero nella ‘prigione degli orrori’, attraverso un reportage fotografico, numerosi filmati inediti e interviste esclusive ad alcuni militari coinvolti nello scandalo. A distanza di quasi 4 anni dai fatti (e dopo due anni di ricerche e di interviste) il documentarista Errol Morris ci propone l’incontro con i protagonisti di quegli avvenimenti che lascia parlare utilizzando inquadrature simili per ognuno di loro. Tutti i giornali del mondo pubblicarono le foto delle torture e delle umiliazioni subite dai detenuti, foto diventate ormai celeberrime. Morris fa partire il suo discorso da quelle foto, chiedendo ai diretti interessati di narrare cosa successe.

triageTRIAGE vedi qui trailer

Film del 2009 diretto da Danis Tanovic con Colin Farrell, Paz Vega, Christopher Lee, Kelly Reilly e Jamie Sives.

Mark e David sono due fotoreporter di guerra impegnati nei luoghi degli scontri fra iracheni e curdi sul finire degli anni Ottanta. Amici di lungo corso, hanno un approccio molto differente alla vita e al modo di concepire un’istantanea: David ricerca la bellezza delle forme anche nelle zone più martoriate, mentre Mark cattura ogni atrocità senza altro filtro che quello dell’obbiettivo della sua fotocamera. Quando il conflitto comincia a intensificarsi e il popolo curdo si prepara all’offensiva, David decide di tornare a Dublino, dove lo aspetta la moglie prossima a partorire, mentre Mark vorrebbe documentare il proseguire dello scontro da vicino.

troppo-per-vivere_poco-per-morireTROPPO PER VIVERE… POCO PER MORIREvedi qui trailer

Film del 1967 diretto da Michele Lupo con Sydney Chaplin, Daniela Bianchi, Stefania Careddu, Claudio Brook e Jess Hahn.

Durante una sfilata di modelle a Londra viene rubata un’intera collezione di gioielli. Uno dei ladri è deciso ad impadronirsi della refurtiva, viene bloccato da alcuni uomini della banda e colpito a morte ma, prima di morire, riesce a consegnare una chiave ad un giornalista, mormorandogli alcune misteriose cifre. Il giornalista, inizia le sue indagini personali. Un’indossatrice che ha partecipato alla sfilata riuscirà a rubare una preziosa chiave e ad aprire una cassetta di sicurezza dove troverà anche un apparecchio fotografico. Interessanti scene della swinging London degli anni 60 su svariati set fotografici dell’epoca e un interessante locale per fotoamatori.

Un_anno_vissuto_pericolosamenteUN ANNO VISSUTO PERICOLASAMENTEvedi qui il trailer

Film del 1982 diretto da Peter Weir con Sigourney Weaver, Linda Hunt, Mel Gibson, Michael Murphy e Bill Kerr.

Nel 1965 un giornalista australiano arriva a Giakarta in Indonesia nei giorni del colpo di Stato anticomunista e ha una storia d’amore con un’impiegata dell’ambasciata britannica di cui è paraninfo un fotoreporter di sangue misto. S’impegna per cercare di capire a fondo la realtà del paese, tra corruzione e miseria. Quando scopre che sta per giungere una nave carica di armi destinata ai ribelli, tace la notizia per non nuocere alla loro causa. Curiosa mistura di avventure esotiche e dramma politico. Le convenzioni hollywoodiane vi convivono con un sincero interesse per i problemi del Terzo Mondo asiatico. Linda Hunt vinse l’Oscar come attrice non protagonista.

urla_del_silenzioURLA DEL SILENZIO vedi qui il trailer

Film del 1984 diretto da Roland Joffé con Sam Waterston, Julian Sands, John Malkovich, Haing S. Ngor, Craig T. Nelson.

La storia dell’amicizia tra un giornalista americano e uno cambogiano dopo l’evacuazione americana del 1975: con l’arrivo dei Khmer rossi, il cambogiano salva la vita dell’amico, ma poi scompare nell’inferno dei campi di lavoro e di sterminio. Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. Le responsabilità del governo USA di Nixon nella catastrofe non sono taciute. Tratto dal best-seller del giornalista del “New York Times” Sidney Schenberg (Waterston), corrispondente da Phnom Penh in quel periodo. Vincitore di tre premi Oscar.

20_sigarette20 SIGARETTEvedi qui il trailer

Film del 2010 diretto da Aureliano Amadei con Vinicio Marchioni, Carolina Crescentini, Giorgio Colangeli, Orsetta De Ross e Alberto Basaluzzo.

Film tratto dal romanzo Venti sigarette a Nassirya scritto dallo stesso Amadei con Francesco Trento. Racconta la vicenda autobiografica dello scrittore-regista, coinvolto nell’attentato del 12 novembre 2003 contro la base militare italiana di Nasiriyya. Aureliano è un giovane ragazzo che sogna il cinema. In attesa della vera occasione, si diletta facendo il filmmaker finché il regista Stefano Rolla lo coivolge nella realizzazione di un film ambientato in Iraq. All’indomani del suo arrivo in Iraq, dopo aver fumato appena un pacchetto di sigarette, si trova vittima dell’attentato terroristico  a Nasiriya.

War-Photographer_Christian-FreiWAR PHOTOGRAPHERvedi qui il trailer

Documentario del 2001 diretto da Christian Frei su James Nachtwey.

James Nachtwey non è un nome noto al grande pubblico ma chi si interessa di fotogiornalismo sa che si tratta di uno dei più importanti fotoreporter di guerra tuttora in circolazione, una vera e propria leggenda vivente. Fotoreporter profondamente segnato dalle immagini della guerra nel Vietnam e del movimento per i Diritti Civili. Nel documentario si alternano inquadrature da microcamera montata direttamente sulla macchina fotgrafica di Nachtwey a riprese più ampie e descrittive. Si tratta di un piccolo capolavoro che Frei realizzò seguendo il fotografo sul campo per quasi due anni, ricevendo diversi premi e nomination nell’ambito di manifestazioni internazionali sul fotogiornalismo.

We were soldiersWE WERE SOLDIERSvedi il trailer

Film del 2002 diretto da  Randall Wallace con Mel Gibson, Madeleine Stowe, Greg Kinnear, Chris Klein e Sam Elliott.

Film sul Vietnam tratto dal libro “We Were Soldiers Once … And Young” scritto dal col. Hal Moore e del fotoreporter Joseph Galloway, presenti entrambi nel 1965 durante la battaglia di La Drang, durata tre giorni,  che vide impegnato il 1º Battaglione del 7º Reggimento Cavalleria, 1ª Divisione Cavalleria (Aeromobile) con 395 uomini (ma con supporto di artiglieria pesante e aeronautica) e l’esercito popolare vietnamita con 2000. Il ruolo di narratore, oltre che di protagonista in alcune fasi, è svolto proprio dal fotoreporter Joe Galloway il quale decide di capire e spiegare la guerra del Vietnam vivendola in prima persona come inviato di guerra.

Le trame dei film sono estrapolate parzialmente da Mymovie.it e Wikipedia.

Guarda qui i paparazzi nel video musicale SLAVE TO LOVE di Brian Ferry del 1985.

Di prossima pubblicazione su questa pagina:

– Fotografia Italiana – 5 film 5 grandi fotografi di Giampiero D’Angeli (vedi qui il trailer). Cinque film documentari dedicati ai fotografi italiani i più noti a livello internazionale: Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Franco Fontana, Mimmo Jodice e Ferdinando Scianna.

– I film Sballati d’amore di Nigel Cole del 2005 (vedi qui il trailer) e Favole di Charles Sturridge del 1997 (vedi qui il trailer).

RINGRAZIAMENTI

Paolo S. per avermi suggerito “Before the Rain”

Gianluca D.F. per avermi suggerito “Standard Operating Procedure” e “Urla del Silenzio” e per avermi ricordato “We Were Soldiers”

Marco P. per avermi suggerito “Il Fiume del Grande Caimano” e “Occhi dalle Stelle” e per avermi ricordato “Sotto il Vestito Niente”


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Foto Reportage – Alpozzi: fotografare il Natale a Herat

alpozzi-foto_afghanistanAFGHANISTAN NEWS – dall’articolo “Alpozzi: fotografare il Natale a Herat” da Il Sito di Torino.it di Alessandro Boffa

Il fotoreporter torinese visita la base di Camp Arena: “Al fronte ho trovato umanità, sentimenti e tanto sacrificio”

Il fotografo torinese Alberto Alpozzi racconta alla redazione de Il Sito di Torino l’esperienza vissuta al fronte. Alpozzi, infatti, ha preso parte per dieci giorni alle operazioni della base militare Camp Arena, a Herat, documentando con la sua macchina fotografica la vita del fronte durante le festività natalizie.

Quanto tempo sei stato in Afghanistan?

Sono stato 10 giorni, dal 19 al 29 dicembre.

Dove sei andato precisamente?

Sono stato ad Herat, presso la base italiana Camp Arena, nell’ovest nell’Afghanistan nella zona di nostra competenza: RC-West (Regional Command West).

Avevi mai fatto “servizi” di questo tipo?

In un teatro operativo è stata la mia prima volta.

Qual è stato il primo pensiero quando hai messo piede sul suolo afghano?

Non ho avuto pensieri particolari. Quando devo documentare situazioni a me sconosciute cerco sempre di partire senza preconcetti e con la mente più libera possibile per cercare di raccontare gli eventi nella maniera più obiettiva possibile.

Qual era il tuo compito all’interno della base italiana? (avevi il compito di riprendere e riportare un messaggio in particolare oppure eri ‘libero’ di fotografare ciò che preferivi)

Innanzitutto non sono stato solo nella base ma tutti i giorni prendevo parte a quelle che erano le varie attività operative del nostro contingente: dalle pattuglie ai trasferimenti, in più ho “visitato” diversi luoghi di intervento come il cantiere del nuovo terminal dell’aeroporto di Herat che è seguito dal PRT di Herat (Provincial Reconstruction Team) su base del 3° Reggimento Bersaglieri della Brigata Sassari con sede a Teulada oppure il carcere femminile anch’esso seguito dal PRT. Io non “avevo compiti”, sono un fotoreporter e come tale ho documentato la missione Isaf in Afghanistan: per alcune testate ho seguito da vicino le festività natalizie, per altre la scuola di polizia all’interno della quale opera un nucleo di Carabinieri e la Task Force “Grifo” della Guardia di Finanza che addestrano la polizia afgana e la polizia di frontiera. Avevo totale libertà di riprendere tutto ciò che mi serviva per documentare al meglio le attività dei nostri militari con la loro collaborazione quotidiana in tutte le situazioni che richiedevo secondo i miei scopi. Io sono un fotografo freelance e non condivido il fare giornalismo secondo il quale si vuole dare un certo tipo di notizia, preconfezionata, e come tale ci si indirizza alla ricerca, spesso viziata, di quegli elementi che avvalorino ciò che si desidera raccontare distorcendo così la realtà; sono partito per l’Afghanistan senza alcuna idea precisa se non quella di documentare ciò che avrei visto per poi poterlo raccontare attraverso le mie immagini.

Qual era il compito delle truppe italiane in Afghanistan?

I nostri militari sono impegnati in Afghanistan nella missione Isaf (International Security Assistance Force) cioè un missione di sicurezza, di ricostruzione e di sviluppo. In tutto questo non dimentichiamo tutti i militari che si occupano di tutte quelle attività necessarie a mandare avanti e a gestire una base con 4 mila persone: dai pasti, alla logistica, alle attività di ufficio, all’infermeria. La base è come una città dove tutto deve funzionare perfettamente e tutto deve essere presente, ognuno ha il suo ruolo e tutti sono ugualment importanti e fondamentali.

I tuoi occhi e quelli della tua macchina fotografica hanno visto una realtà diversa da quella che gli era stata raccontata prima di partire?

Come spesso accade le notizie non corrispondono alla realtà, o meglio: le brutte notizie fanno vendere mentre i sacrifici quotidiani interessano poco agli editori specie se devono accontentare un certo tipo di lettori (ed elettori) che cercano solo conferme alle loro idee e non la conoscenza dei fatti. La realtà quotidiana che ho vissuto in Afghanistan è quella di connazionali che si impegnano con grande dedizione e professionalità in quello che fanno, credendoci e svolgendolo più che al meglio, sempre al massimo. Persone che lavorano anche 24 ore su 24 ore, non per mantenere il loro posto,  e 7 giorni su 7 senza lamentarsi.

Dire e fare: quante differenze tra ciò che in Italia si dice sulla missione in Afghanistan e ciò che, con i tuoi occhi e la tua esperienza, hai visto fare dai nostri soldati?

Dire e fare… Quanto si dice sui giornali della missione? Diversi giornali sia prima, sia durante, sia dopo la mia permanenza ad Herat mi hanno detto che “l’argomento” non interessa e questo l’ho trovato molto triste. Gli stessi giornali che danno spazio a signori nessuno ammalati di divismo che sponsorizzano un modus vivendi basato sull’arrivismo e la fama temporanea che può darti la televisione con tanto di bei soldoni per “premiare” la mediocrità di personaggi che non solo non hanno nessuna capacità ma non sanno nemmeno esprimersi. I giornali in Italia dicono talmente poco, complice la superficialità di comodo di molte persone, che alcuni prima della mia partenza mi hanno domandato se ci andavo in vacanza. In Afghanistan ho trovato degli italiani che con dignità e umiltà svolgono un lavoro difficile con notevoli sacrifici senza clamore. In Italia si dice molto e si fa poco, in Afghanistan gli italiani che vi lavorano fanno molto e dicono poco.

Ho visto lo scatto con i bambini che si nascondono dietro le mura della base: com’è il rapporto tra i soldati italiani e i piccoli afghani?

Il rapporto tra i nostri militari con tutta la popolazione, non solo con i bambini, si basa prima di tutto sul rispetto. Grazie al modo di porsi verso la popolazione, mai dall’alto verso il basso, fa si che il nostro contingente sia molto apprezzato e stimato: quotidianamente vi sono insurgents, gli insorgenti, che si consegnano spontaneamente, deponendo le armi chiedendo di entrare a far parte del programma di reintegrazione; questo è un grande traguardo ed è la dimostrazione lampante di come la nostra missione sia di pace e non di guerra (come molti preferiscono farci credere) perché si ottengono degli ottimi risultati da parte del nostro esercito senza l’utilizzo delle armi ma solamente parlando e confrontandosi con la popolazione, a stretto contatto con la gente, per la strada e nei villaggi, e soprattutto portando aiuti tangibili alla popolazione, come la costruzione dei pozzi nei villaggi, le scuole e mettendo in sicurezza le strade.

E in generale con la popolazione?

Come ho detto prima anche e soprattutto con la popolazione vi è un ottimo rapporto tant’è che molti lavori all”interno della base italiana sono svolti dai local worker, i lavoratori locali, segno tangibile di quanto si stia creando una nuova economia per un paese in difficoltà, così come tutti i progetti che vengono realizzati dal PRT: ben 47 realizzati nel 2011 e 44 in programma per il 2012. I cantieri vengono appaltati a imprese locali con dipendenti afghani creando così posti di lavoro e favorendo la creazione di personale specializzato, con la nostra supervisione per evitare infiltrazioni da parte della criminalità organizzata, si incentiva lo sviluppo secondo le necessità primarie che vengono discusse e concordate direttamente con i governatori locali.

I militari italiani, dopo la tua esperienza, sono ancora i “mercenari” dipinti da certa parte dell’opinione pubblica o puoi, con la voce dell’esperienza sul campo, smentire questa definizione?

Questa è la classica affermazione tendenziosa e populista di persone che evidentemente svolgono il loro lavoro gratis, di persone che evidentemente non devono pagare le bollette e il mutuo e che ritengono che il lavoro altrui non abbia valore. Sono le stesse persone che plaudono noti comici e showmen pagati milioni di euro e che vanno in solluchero di fronte alla spazzatura televisiva della quale vorrebbero fare parte per guadagnare denaro mettendo in mostra le loro incapacità. Tutti se non erro per vivere cerchiamo di svolgere un mestiere per mantenerci e dare da mangiare ai nostri figli quindi siamo tutti mercenari, dunque mi chiedo quale voglia essere il becero sottinteso nell’affermazione che i militari in missione siano dei mercenari e che lo fanno solo per denaro: dovrebbero forse lavorare gratis? Chi lavora gratis? Ma poi pensiamo ad un qualunque dipendente che viene mandato in trasferta all’estero per la sua azienda: non viene pagato di più? Lo sappiamo che lo stesso dipendente se viene mandato in trasferta in paesi come l’India viene pagato maggiormente del collega che va in trasferta negli Stati Uniti? Dunque i nostri ragazzi in missione all’estero non dovrebbero essere retribuiti di più (senza contare i rischi)? L’opinione così detta pubblica non è l’opinione della gente, ma l’idea che alcuni fanno passare, gli stessi che prendono lauti stipendi e non si preoccupano nemmeno di mantenere calda la poltrona alla quale sono attaccati; medesime affermazioni le ho sentite fare da alcuni dipendenti pubblici (come di fatto lo sono anche i militari) durante una  pausa caffè che è durata 40 minuti, mentre agli sportelli vi erano code interminabili; quindi se erroneamente volessimo anche accettare l’affermazione che i militari sono pagati tanto per andare in missione non è forse più giustificato pagare qualcuno che il suo lavoro lo svolge per davvero piuttosto che mantenere persone che rubano quotidianamente lo stipendio che noi cittadini paghiamo con le nostre tasse?

Qual è stato lo scatto più ‘profondo’ che hai fatto? Cosa rappresentava?

Lo scatto più profondo che ho realizzato credo sia quello che ho fatto ad uno dei ragazzi del Battaglione San Marco della mia scorta all’interno del carcere femminile di Herat che si è commosso davanti ad un bimbo, figlio di una delle detenute. Credo sia molto significativo dell’umanità dei nostri ragazzi e dei sentimenti che portano costantemente con sé.

Ci racconti il Natale passato al fronte?

Dunque il Natale vero e proprio cioè il 25 dicembre l’ho passato insieme ad una pattuglia dei Fucilieri dell’Aria in alcuni villaggi nella zona di Herat. Una pattuglia quotidiana che viene svolta per sicurezza; un lavoro delicatissimo che non si interrompe mai nemmeno nel giorno di Natale, così come tutte le altre attività all’interno e all’estero della base. La vigilia invece, il 24, ho preso parte ad un’altra pattuglia con il 66° Aeromobile di Trieste. Il lavoro è svolto regolarmente anche in tutti quei giorni di festa che in patria invece si fa vacanza (alcune notti io ero ancora impegnato nell’invio di immagini ai giornali e andando negli uffici trovavo sempre qualcuno impegnato). La notte del 24 invece ho preso parte alla Messa celebrata all’interno di un hangar con centinaia di persone. Nei giorni precedenti invece ho documentato la preparazione dei doni, da parte del nostro esercito, per i local worker e i loro figli, poi distribuiti durante una piccola festa organizzata per i bimbi con tanto di spettacolo di magia organizzato da un colonnello dei bersaglieri.

Qual è stato l’ultimo pensiero che hai avuto quanto hai messo il piede sull’aereo che ti riportava a casa?

Il mio ultimo pensiero è stato che 10 giorni non sono sufficienti per documentare l’impegno dei nostri ragazzi e che i miei pochi giorni di impegno in una situazione difficile siano nulla in confronto ai 6 mesi dei nostri militari. Dopo solo 10 giorni si iniziano a sentire la mancanza di molte cose che diamo per scontate, alle quali siano abituati e alle quali non diamo peso. Si imparano ad apprezzare le piccole cose e soprattutto l’importanza di una semplice stretta di mano, di uno sguardo di approvazione e complicità.

Ci torneresti?

Certamente Ho trovato più umanità, gratificazione e rispetto da parte dei ragazzi con i quali ho lavorato in Afghanistan per soli 10 giorni che quella che vi è in Italia con persone e amici che conosco da anni. Ho riscoperto cosa significa amare il proprio lavoro, svolgerlo al meglio e rispettare quello altrui; mi ero scordato cosa fossero l’umanità, la dignità e il rispetto delle persone e soprattutto il valore di un sacrificio e il credere profondamente in quello che si fa che va ben oltre il mero guadagno e il successo personale, spesso a discapito di altri, ho riscoperto il valore del lavoro di squadra e dell’amicizia.

A chi vorresti consigliare la tua esperienza?

La consiglierei a tutte quelle persone che sentenziano e che criticano stando seduti comodamente a casa loro con tutte le loro comodità, la loro bella vita fatta di code nei centri commerciali, di aperitivi e di scioperi che inneggiano a presunti diritti scordandosi i loro doveri, a tutti coloro ai quali non saranno piaciute alcune mie affermazioni e a quelli che si sono impossessati di una ingiustificata superiorità ideologica basata solo su preconcetti costruiti a tavolino e non sui fatti: per parlare di quella che alcuni definiscono guerra dovrebbero prima viverla! Ho personalmente trovato più umanità e sentimenti in una situazione di crisi di quella che vi è tutti i giorni qui a casa… La consiglio a quelli che non credono alle persone che non gli dicono quello che vogliono sentirsi raccontare: vadano a verificare di persona! Io ho rinunciato al mio Natale per farlo.

Grazie ad Alberto Alpozzi (in alto a destra nella foto con la sua macchina fotografica)

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