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Corso di composizione fotografica: Comunicare con un’immagine

TORINO: CORSI DI FOTOGRAFIA IN CITTA’ DIGITALE 2013- Torino

di Alberto Alpozzi Fotografo a Torino – Studio Fotografico a Torino – Corsi di fotografia 2013

londra

Corso di fotografia digitale 2014 a Torino. Prezzo/costo EURO 100,00 Iva inclusa. 4 ore divise in 2 lezioni. Continua a leggere per approfondire.

Come comunicare emozioni con uno scatto?

La fotografia è la nostra personale visione del mondo. Il nostro punto di vista. Comunicare è avere bene in mente un’idea da voler condividere secondo ciò che noi abbiamo deciso di “ritagliare” nella nostra inquadratura.

OSSERVARE, ELABORARE, INQUADRARE, COMPORRE e SCATTARE

Cosa inseriamo nella nostra inquadratura? Cosa eliminiamo?

Perché in fotografia si fanno delle scelte compositive e stilistiche per rappresentare un’idea? Quali sono le regole della composizione fotografica? Come si fa una composizione in fotografia?

Cercami anche su Facebook nel gruppo “Corso di Fotografia Torino”

Il fotografo deve comunicare con le immagini. Un’immagine deve saper “parlare” da sola e trasmettere a chi la guarderà un’emozione, un’idea o un evento secondo il volere di chi l’ha scattata. La forza dell’immagine sta nel “parlare” attraverso gli occhi di chi ci ha voluto trasmettere quanto ha visto senza il supporto di una parola.

PROGRAMMA per il corso di fotografia 2014 india

Il corso fotografico prevede l’analisi di alcuni scatti al fine di commentare e correggere eventuali errori nella composizione fotografica. Verrà analizzata e spiegata la sezione aurea, i canoni di bellezza classica, il modulor e il loro significato. Verranno presentati alcuni scatti d’esempio sulla composizione fotografica e spiegati gli elementi che la compongono e che concorrono alla sua leggibilità.

Alcuni esempi di omissioni o inserimenti nelle inquadrature secondo le necessità comunicative: cosa inserire e cosa non inserire in un’immagine, quando e perché. Infine verrà fatta un’esercitazione “sul campo” (con soggetto o destinazione che verrà concordata) per applicare le nozioni apprese.

PREREQUISITI per il corso di fotografia 2014

Trattandosi di un corso di fotografia digitale non tecnico non sono richiesti particolari prerequisiti, ma si presuppongono un minimo di conoscenze base sul funzionamento di una fotocamera reflex (in ogni caso non strettamente necessarie al fine di comporre con ottime proporzioni un’immagine).

INSEGNANTE

Il corso di fotografia verrà tenuto dal fotoreporter professionista di Torino Alberto Alpozzi.

Attualmente insegna presso il Politecnico di Torino, Facoltà di Architettura; nel 2010 ha tenuto degli incontri di aggiornamento professionale per il personale dell’Ufficio Comunicazione della Regione Militare Nord dell’Esercito Italiano.

SCEGLI QUI IL CORSO FOTOGRAFICO A TORINO CHE FA PER TE: CORSO BASE, INTERMEDIO o AVANZATO

bilbaoORGANIZZAZIONE

Il corso fotografico 2014 sarà suddiviso in 2 ore di teoria svolte in studio e 2 ore di pratica svolte in esterna per applicare le nozioni apprese.

Numero massimo di partecipanti 4 per singola sessione, oppure anche corso individuale allo stesso prezzo.

Costo per partecipante Euro 100,00

OPPURE SCEGLI TRA I CORSI

Tutti i corsi fotografici possono anche essere seguiti anche online, in video-conferenza, tramite webcam utilizzando Skype per una maggior flessibilità di orari, comodamente davanti al tuo pc.

Base: rivolto a coloro che si avvicinano per la prima volta al mondo della fotografia

Intermedio: rivolto a chi ha già le necessarie conoscenze fotografiche di base

Avanzato: rivolto a fotoamatori evoluti che desiderano acquisire le conoscenze necessarie per affrontare il mondo della fotografia professionale

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Alberto Alpozzi – Fotografo a Torino

Studio Fotografico a Torino in via San Seconco 96/c al piano terra

Telefono: +39.011.501700 – Cellulare: +39.338.9107608

mail: info@albertoalpozzi.it

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Gay Pride Torino – GLBT

Torino – Sabato 21 maggio 2011

Quasi in 20 mila hanno preso parte sabato pomeriggio a Torino al Gay Pride.

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Gay Pride – Torino 2011

gay_pride_© Foto_Alpozzi (39)Torino – Sabato 21 maggio 2011

Quasi 20 mila persone di ogni età hanno preso parte sabato pomeriggio a Torino al Gay Pride. Hanno sfilato per le vie del centro storico per affarmare l’orgoglio gay e ricordare quanto l’Italia sia ancora “distante dal resto dell’Europa” e non riesca ad adeguarsi per quanto riguarda la tutela, i diritti e la lotta all’omofobia. Tanta musica, allegria e colori nel capoluogo piemontese nel segno del “rispetto per i diritti di tutti”.

Guarda la Galleria Fotografica del Gay Pride

Leggi l’articolo “Gay Pride 2011 a Torino, la carica dei 20mila” su L’Eco di Torino.

Info sul sito Torino Pride – Coordinamento GLBT – Gay Lesbo Bisexual Transgender

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La censura – Cultura e Religione

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di Alberto Alpozzi Fotografo a Torino – Studio Fotografico a Torino

In questi giorni si è discusso sulla “censura” applicata nel mondo islamico su di una fotografia pubblicitaria con l’aggiunta di maniche posticce per coprirne le ascelle. Perchè è avvenuto? E’ corretto aver censurato un’immagine di questo tipo?

Ai nostri occhi occidentali, può apparire come un eccesso per di più superfluo dal momento che non si tratta né di una foto di nudo né tanto meno volgare. Ma ci siamo domandati come il nostro modo di vestire e quindi il livello di pudicità nel coprire per esempio i seni femminili e più nel dettaglio i capezzoli possa apparire agli occhi delle donne della Nuova Guinea o in alcune zone dell’Africa?

tribùIn molte civiltà africane e dell’America Latina, ancora oggi, è cosa normalissima che le donne abbiano il seno totalmente scoperto; stessa cosa dicasi per gli uomini, che spesso come unico indumento hanno un laccio utilizzato come cintola lasciando totalmente scoperte le parti intime. Quindi se da un lato la nostra cultura ha parzialmente accettato il nudo femminile, quindi seni scoperti, non ha ancora accettato il nudo maschile, cosa del tutto normale in altre culture.

DitaVonTeeseConsideriamo inoltre che nella nostra cultura il seno femminile è oggetto sessuale con forti capacità seduttive (e quindi da nascondere), basti pensare agli spettacoli di burlesque per capirne l’importanza sessuale e il grado di pudicità: è uno spogliarello soft ma il capezzolo resta sempre coperto, denotando quindi il carattere e il grado di “censura” e “interesse” che la nostra cultura gli rivolge come feticcio erotico.

In ogni caso, nella pubblicità e nel cinema, il nudo integrale o comunque un nudo frontale di una donna non è molti BlowUpanni che è entrato nella quotidianità. Per vedere il primo nudo frontale dobbiamo tornare indietro di quasi 50 anni, nel 1966, al cinema con il film Blow-Up di Michelangelo Antonioni (vedi qui tutti i film che raccontano il mondo della fotografia e la figura dei fotografi), che gli creò all’epoca non pochi problemi non solo per la censura ma anche in termini legali, che mostrò Jane Birkin nuda.

Quindi il grado di “censura” sul corpo non varia solo da luogo a luogo ma anche nel tempo con stretti legami con la religione.

Basti pensare al Giudizio Universale di Michelangelo che venne censurato, per volere braghettonipapale, ad opera di Daniele da Volterra, detto il Braghettone, proprio perchè applicò sulle nudità dei soggetti indumenti e drappi per coprire quelle parti considerate indecenti o sconvenieti. Cosa forse ridicola ai nostri occhi oggi, senza pensare allo scempio compiuto, a colpi di scalpello sull’opera di Michelangelo.

Nella cultura islamica, ancora oggi, le donne si devono mostrare in pubblico con tutto il corpo coperto e in taluni casi anche il viso. Dunque non risulta difficile comprendere come un’immagine pubblicitaria con le ascelle scoperte (tra l’altro oggetto sessuale in India) venga censurata; è come se noi pretendessimo di pubblicare un cartellone pubblicitario con una vagina in bella vista sulle nostre strade.

Nel ‘600 per esempio in Europa gli abiti femminili avevano abbondanti scollature sul seno al limite del capezzolo senza suscitare sbigottimento o interesse da parte di un uomo ma di contro le caviglie erano sempre coperte e nascoste, vero feticcio dell’epoca.

In oriente invece, pensiamo agli abiti delle geishe, l’oggetto sessuale era il collo, infatti gli abiti coprivano per intero il corpo femminile lasciando scopertageisha solo una parte del collo, all’altezza delle spalle, che veniva decorato con fondotinta bianco. Possiamo citare anche un’interessante pezzo de l’Avvocato del Diavolo con Al Pacino il quale afferma “Le spalle di una donna sono gli avamposti della sua mistica e il suo collo, se è viva, ha tutto il mistero del confine, di una terra di nessuno nel conflitto fra la mente e il corpo” (vedi il video)

spiaggia_1900Procedendo negli anni, se guardiamo alcune foto d’epoca d’inizio secolo, potremmo sorridere nel vedere i nostri bis-nonni al mare: indossavano abiti lunghi, sia gli uomini sia le donne, che ben poche parti del corpo lasciavano scoperte.

Per vedere nella moda, e per strada, le primi minigonne, che lasciano invece abbondantemente scoperte non solo le caviglie ma anche le cosce, si devono aspettare gli anni 60 grazie a Mary Quant, indumento ormai più che normale e accettato oggi.

Quindi il nudo, parziale o integrale, è accettato a seconda delle epoca e dei luoghi con stretto legame alla connotazione erotica che gli si attribuisce e comunque sempre con delle limitazioni sia nella carta stampata sia nel web: il divieto per i minori di 18 anni.

Per esempio riviste come Play Boy per non parlare di riviste come Hustler che agli inizi, nel 1974, creò non pochi problemi al suo fondatore, Larry Flint, per la pubblicazione sulla carta di stampata delle così dette “pink-shot” cioè foto esplicite e frontali di vagine.

Oggi comunque nella nostra società, autodefinita civile, il nudo nell’arte (scultura, fotografia, dipinti) è comunemente accettato con la definizione di “nudo artistico” mentre però, e questo lascia perplessi, non è accettato mostrarsi nudi in pubblico, senza incorrere in sanzioni prescritte della legge (il nudismo, o meglio il naturismo, è accettato e praticato in luoghi deputati).

Altra piccola parentesi la si potrebbe aprire sul nudo dei bambini, tema molto delicato oggi a causa della pedopornografia: oggi mostrare una foto di un stratz_krper_des_kindesminore nudo è un reato, anche se fino a pochi anni fa era una cosa normalissima e i bambini venivano quasi considerati asessuati. Una foto per esempio come quella di Carl H. Stratz (1858-1924) dal titolo “15 year old girl from Vienna” raffigurante un’adolescente nuda oggi sarebbe perseguibile a norma di legge in tutti i paesi occidentali.

L’arte pare dunque essere oggi una sorta di paravento per ipocrisie e preconcetti di una società che non sa affrontare i propri limiti e si scaglia contro chi applica, a casa propria, i propri usi e costumi (simili ai nostri solo in periodi storici differenti).


Hate-story_Vikram BhattAGGIORNAMENTO 18 APRILE 2012

New Delhi, Times of India: Censurata locandina thriller erotico di Bollywood

L’Alta Corte di Calcutta ha disposto la censura sulla locandina del thriller erotico “Hate Story” di Vikram Bhatt prodotta da Vivek Agnihotri già definito il Basic Instinct di Bollywood coprendo con della vernice blu la schiena nuda dell’attrice. Nel film molte scene esplicite (censurate per più del 50%) interpretate dall’attrice debuttante bengalese Paoli Dam nei panni di una donna che usa la propria sessualita’, come Sharone Stone nella pellicola Hollywoodiana, come arma di vendetta.

Vedi qui il trailer non censurato di Hate Story

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Foto Bin Laden morto – Bufale e Fake

20060923-torturedosama
Foto Bin Laden morto bufala

FOTO FALSA PER LA MORTE DI BIN LADEN

L’immagine del cadavere di Osama Bin Laden che oggi impazza in rete e trasmessa dalle tv pachistane pare essere una clamorosa bufala risalente tra l’altro al 23 dicembre 2006. Osservando l’immagine si può evincere come sia una fotografia elaborata e quindi trattasi di un fotomontaggio.

L’immagine che si trova in rete sul sito “unconfirmedsources” porta come nome file “20060923-torturedosama.jpg” cioè “osama torurato” con tanto di data.

Osservando bene l’immagine in questione si può notare il ritaglio del volto (particolarmente nei pixel della barba e dell’orecchio) ed incollato su un altro corpo (per altro sproporzionato osservando la dimensione della spalla rispetto al volto), il punto di messa a fuoco tra volto e resto dell’immagine risulta incoerente soprattuto nella zona dell’orecchio, così come le ferite appaiono sovrapposte al viso e la differenza di definizione (risoluzione) del volto rispetto al resto dell’immagine appare evidente.

Questo non significa che la notizia della sua morte sia falsa, ma solamente che l’immagine pubblicata non è veritiera.

Ecco qui sotto la foto originale utilizzata per il fotomontaggio della foto di Bin Laden.

bufala_bin laden

Ed ecco anche la foto originale con le ferite utilizzata per la sovrapposizione delle ferite

bin_laden_fake

Vedi anche l’articolo Osama, foto falsa: da Torino una delle prime critiche” su Però Torino

fake_bin laden

NUOVA FALSA FOTO DELLA MORTE DI BIN LADEN

Anche la nuova foto che circola da oggi in rete è un clamoroso fotomontaggio ripreso tra l’altro dal film Black Hawk Down di Ridley Scott – guarda il video al min 12.48 -, anche se a differenza della precedente non appare visibilmente contraffata o modificata,  da qui la più difficile verifica sulla sua autenticità tant’è che anche l’Ansa non si è pronunciata a riguardo.

In mancanza di prove da parte del governo americano non ci resta che attendere il video della morte di Bin Laden o del suo funerale avvenuto, con rito islamico – assicurano gli Usa -,  a bordo della portaerei americana Carl Vinson oppure quelle informazioni che riterranno di fornire al mondo intero per provare la morte del ricercato n° 1 senza urtare i sentimenti del mondo arabo per evitare di far accrescere utleriormente l’odio antiamericano.

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Scena dal film "Black Hawk Down" di Ridley Scott
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Sound and Light Show in Egypt – Pyramids, Giza

Guarda il sito ufficiale del Sound and Light Show in Egypt

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Egyptian Sunset

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